Polizie provinciali smembrate Zero controlli sull’ambiente

4 Maggio 2016

PESCARA. «La Regione sta cancellando la vigilanza ambientale con lo smembramento delle polizie provinciali. Un unico nefasto disegno con la legge che consente le attività cinofile nelle aree protette:...

PESCARA. «La Regione sta cancellando la vigilanza ambientale con lo smembramento delle polizie provinciali. Un unico nefasto disegno con la legge che consente le attività cinofile nelle aree protette: distruggere l’ambiente per favorire altri interessi». Parte da qui l’appello del Wwf affinché sia avviato subito un Servizio di vigilanza regionale per garantire continuità ai controlli ambientali.

Con la soppressione formale delle Province, si sono concretizzati problemi nella riorganizzazione degli apparati e delle funzioni che erano finora di competenza delle Province stesse.

Il Wwf denuncia in particolare la paralisi della vigilanza ambientale che finora veniva garantita dalle Polizie Provinciali. Buona parte del personale è stato destinato ad altri settori di altri Enti locali come polizia municipale o settore manutenzione strade. Gli agenti saranno chiamati a svolgere quindi mestieri diversi da quello finora svolto con «una inaccettabile dispersione di professionalità e competenze acquisite negli anni». E gli agenti non ancora ricollocati altrove sono attualmente in mobilità in attesa di conoscere il proprio destino.

«Oltre all’oggettivo e grave ridursi del numero di agenti di polizia ambientale, in Abruzzo è evidente un clamoroso ritardo nelle procedure di applicazione delle nuove competenze in tema di vigilanza a livello regionale», sottolinea l’associazione ambientalista che ricorda come con la legge regionale 32/2015 approvata l’ottobre scorso, il consiglio regionale abruzzese si era impegnato ad avvalersi del personale appartenente ai corpi di Polizia Provinciale.

«Altre regioni sono intervenute attraverso leggi e/o convenzioni, dando vita ad un Servizio di vigilanza regionale ambientale», continua il Wwf, «in Abruzzo si tutelano invece interessi contrari a quelli della salvaguardia del territorio, come dimostra anche la recente legge che consente attività cinofile nelle aree protette».

Senza precise direttive di fatto le Polizie Provinciali hanno al momento sospeso la vigilanza in tema di fauna e caccia.

Di fronte a tutto questo il Wwf fa appello alla Regione perché affronti e risolva urgentemente una situazione ritenuta «inaccettabile e gravissima» per l’ambiente e la fauna dell’Abruzzo, «ma anche per i cittadini stessi, esposti al rischio di muoversi su un territorio senza più controlli».