Porto-atollo e autodromo 66 milioni di polemiche

È tempo di grandi opere? Città Sant’Angelo, banche e fondi d’investimento pronti a finanziare una nuova struttura da 650 barche. Commercianti contrari
SANT'ANGELO. L’hanno contestato gli albergatori, i balneatori, i commercianti, gli ambientalisti e anche i politici ma, alla scadenza del 7 maggio scorso, termine ultimo per controllare le carte del progetto e presentare le osservazioni, nell’ufficio della Regione al secondo piano della sede pescarese di viale Bovio non ne è arrivata neanche una. Per adesso, il progetto di un porto turistico per 650 barche alla foce del fiume saline, nel territorio di Città Sant’Angelo e lontano 450 metri dalla spiaggia, è contestato, ma soltanto a parole. Perché, in due mesi, nessuno ha visionato le carte del progetto, quasi un chilo di carta rimasto custodito in una cartella gialla nella direzione Trasporti della Regione. Porto e autodromo di Montorio al Vomano (vedi articolo nell’altra pagina): insieme fanno 60 milioni di euro di polemiche.
L’unico che ha preso una copia del progetto del porto è stato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari. Quei 24 elaborati – una relazione di 115 pagine e fogli di carta di un metro per un metro densi di calcoli sui lavori da 36 milioni di euro, di grafici sulle correnti marine e di analisi sui ricavi – restano un mistero per gli altri. La grande opera, progettata dalla società F Quattro con sede amministrativa a Londra e presieduta dall’avvocato Giovanni Veroni, si prepara ad affrontare il primo scoglio burocratico: entro i primi 10 giorni di giugno il sindaco Pd di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, uno dei sostenitori del porto a forma di atollo, dovrà convocare una maxi conferenza dei servizi per richiedere il parere di 34 enti. Tra gli enti, però, non ci sarà il Comune di Montesilvano, distante solo un pugno di metri. E pensare che nel 2009 una società di Torino, la Prim, aveva presentato un progetto analogo, firmato dallo stesso architetto Vittorio Tarizzo, per il versante della foce del Saline che si affaccia su Montesilvano. Per due volte, con l’amministrazione di centrodestra di Cordoma nel 2009 e con il centrosinistra di Di Mattia nel 2012, la Prim ha bussato al Comune ma, dopo i primi contatti, non se ne è fatto più niente.
A seguire, la conferenza dei servizi dovrà dare il suo responso entro tre mesi e, in caso positivo, i proponenti passeranno alla fase definitiva del progetto con gli studi in vasca sulle correnti marine affidati al centro Sogreah di Grenoble. Si tratta di un’analisi determinante che deciderà le reali dimensioni del porto e il posizionamento della diga rispetto alla costa.
Alle spalle della F Quattro ci sono banche, fondi di investimento e finanziarie, soggetti pronti a investire i primi 7,5 milioni di euro per far partire i lavori. Il resto del costo, secondo il piano finanziario, sarà assicurato dalla vendita o dall’affitto dei posti barca, da 12 fino a 60 metri di lunghezza. C’è già una prima tabella di marcia: senza imprevisti, scenario quasi impossibile, i lavori potrebbero partire già dal settembre 2016 e finire in un anno e mezzo o due anni. Insieme a Tarizzo, il progetto è stato curato dall’ingegnere Guglielmo Guglielmi, docente del Politecnico di Torino, dagli architetti montesilvanesi Luigi Marchegiani e Carlos Crescia: «La maggior parte dei lavori, il 90-95 per cento, sarà eseguita dal mare e saranno incaricati i colossi del settore. Mentre, per le opere a terra, come il parcheggio, la parte iniziale del pontile e l’impiantistica saranno chiamate imprese locali».
È già certa la contropartita che la F Quattro dovrà dare al Comune di Città Sant’Angelo in cambio della costruzione del porto e della gestione per 30 anni: 1,5 milioni di lavori per potenziare il depuratore di Montesilvano con uno sbocco in mare aperto e altri 500 mila per l’acquisto di uno spazio nei pressi della foce.
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