«Pos obbligatorio, anche in Abruzzo non siamo pronti»

1 Luglio 2014

PESCARA. Regolarizzare i costi del nuovo servizio di pagamento Pos, affinché siano inferiori a quelli attuali: è quanto chiedono gli arytigiani in Abruzzo allineandosi in sostanza con le richieste...

PESCARA. Regolarizzare i costi del nuovo servizio di pagamento Pos, affinché siano inferiori a quelli attuali: è quanto chiedono gli arytigiani in Abruzzo allineandosi in sostanza con le richieste che arrivano da altri categorie a livello nazionale.

L'obbligo per commercianti, artigiani e professionisti di accettare pagamenti con "moneta elettronica" quando l'importo supera i 30 euro, è scattato ieri anche se l'obbligo di accettare bancomat e carte la legge non è accompagnato da alcuna sanzione. Molti i commercianti abruzzesi che, per ragioni di costi, non sono ancora pronti e dichiarano guerra ai Pos perché, afferma Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, «il rischio stangata è forte e non possiamo subire l'ennesimo sopruso anche perché», aggiunge, «l’onere dell'operazione ricade sugli esercenti, già super tartassati». «In Abruzzo», spiega Taffo con i dati del Centro studi di Confartigianato alla mano, «le imprese potenzialmente interessate dall'obbligo di introduzione di Pos, al netto di quelle di autotrasporti merci, sono 71.777, di cui 19.973 sono artigiane».

A Chieti le imprese potenzialmente interessate a questo provvedimento, sono 19.314 delle quali 5.633 artigiane. All’Aquila il provvedimento interesserebbe 16.604 imprese, il 60% artigiane. A Pescara l'incidenza delle imprese artigiane sul totale è più alta: le 4.926 imprese dell'artigianato chiamate a sostenere questi costi sono il 62,7% del totale nella provincia. A Teramo su 17.334 imprese interessate, 4919 sono artigiane. «Auspichiamo», conclude Taffo, «che si provveda al più presto a regolare i costi del servizio che serve per contrastare l'evasione a piccoli livelli e che, se diventa obbligatorio, dovranno essere nettamente inferiori rispetto agli attuali».