Powercrop, fumata nera Al Via serve altro tempo

Il Comitato non decide sulla centrale a biomasse prevista ad Avezzano Gli oppositori ottimisti: «Vogliono approfondire le nostre motivazioni»
AVEZZANO. Il comitato regionale Via (Valutazione impatto ambientale) prende altro tempo sul caso Powercrop. Dopo aver ascoltato le amministrazioni comunali di Avezzano e Luco dei Marsi, il comitato e le associazioni di categoria, i tecnici della Regione hanno deciso di chiedere "un supplemento istruttorio".
Del caso della centrale Powercrop si parla anche nelle intercettazioni dell’inchiesta “Re Sole” che ha portato ai domiciliari Antonio Sorgi, direttore della Regione e presidente dello stesso comitato Via.
Il Via si era riunito giovedì per esaminare le varianti a progetto per la realizzazione dell'impianto a biomasse. In quell'occasione, però, avevano chiesto audizione anche gli "oppositori" di Powercrop che, ieri, alla luce dei fatti, devono aver fatto riflettere i responsabili regionali tanto da spingerli a non prendere decisioni affrettate ma a riesaminare il tutto.
«Esprimo parziale soddisfazione su quella che è il comportamento interlocutorio della commissione Via che giustamente vuole approfondire», spiega l'assessore all'Ambiente del Comune di Avezzano, Roberto Verdecchia, «vuole capire bene e quindi quello che doveva essere semplicemente un passaggio di carte come era inizialmente stato dato per scontato si è rivelato un momento molto importante per l'iter attuativo. In questo passaggio, quindi, molto probabilmente si vuole ricostruire l'intero iter non solo amministrativo, ma anche da un punto di vista tecnico e soprattutto si vuole comprendere i passaggi dal 2008 in poi dalla precedente amministrazione e dall'attuale che continua a dire un no motivato non solo dal punto di vista emotivo ma anche scientifico».
In particolare nella relazione presentata dal Comune di Avezzano è stato messo in evidenza come nel corso degli anni siano stati modificati alcuni parametri - come per esempio le linee guida del parco regionale Sirente Velino variate dalla precedente amministrazione Floris - e siano cambiati gli assetti del territorio. «Ci sono profili di illegittimità procedurale e sostanziale che non consentono di prendere atto delle variazioni progettuali», commenta l'avvocato Herbert Simone che rappresenta il Comune di Luco dei Marsi e le tre organizzazioni agricole (Coldireretti, Cia e Confagricoltura). Tra l’altro quest’ultima associazione ha acqustato un’intera pagina del Centro per ribadire i motivi del no alla centrale.
Eleonora Berardinetti
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