Prescrizione, Forza Italia scende in piazza

8 Febbraio 2020

Protesta contro il governo Conte: gazebo all’Aquila, Pescara e Chieti per dire no alla legge che allunga i tempi all’infinito

L'AQUILA. In piazza contro la riforma della prescrizione dei processi voluta dal Governo Conte. Ieri, primo appuntamento, a Pescara. Questa mattina toccherà all'Aquila, con un gazebo allestito lungo Corso Vittorio Emanuele, dalle 10 alle 13; nel pomeriggio la protesta si sposterà a Chieti. Un'azione di sensibilizzazione itinerante, quella promossa da Forza Italia, per dire no ad una riforma «assurda e anticostituzionale, che va a ledere il principio della ragionevole durata del processo, garantito dall'articolo 11 della Costituzione».
«Gli italiani non possono restare sotto processo tutta la vita», ha spiegato, all'Aquila, il senatore di Fi, Nazario Pagano, «è una battaglia di civiltà giuridica che vogliamo portare avanti fino in fondo». Accanto a Pagano, in conferenza stampa, nella sede dell'Emiciclo, il delegato cittadino di Forza Italia, Annalisa Di Stefano, e il presidente della Camera penale dell’Aquila e segretario del Consiglio nazionale delle Camere penali italiane, l'avvocato Gian Luca Totani. Seppure la sua presenza fosse stata annunciata, il deputato Antonio Martino era assente.
La battaglia contro la riforma della prescrizione, nei processi penali, è stata avviata già a dicembre scorso, da giudici e avvocati, con la grande "maratona oratoria", che si è tenuta in piazza Cavour, a Roma, davanti alla Suprema Corte di cassazione. «Quella che il Governo ha voluto, a tutti i costi, propinare agli italiani, attraverso il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, è una riforma illiberale. L'abolizione della prescrizione è una follia giuridica, un abominio», ha dichiarato Pagano, «la nostra assemblea costituente, nel 1948, stabilì che i processi dovessero avere una ragionevole durata per garantire alcuni diritti inviolabili, primo tra tutti quello che un cittadino non può essere sottoposto a processo per tutta la vita. Questa norma giustizialista è, soprattutto, incostituzionale in quanto viola uno dei principi cardine del nostro ordinamento. Non è la prima volta che il M5S propina riforme che non hanno nulla a che vedere con la nostra Costituzione, come la riduzione del numero dei parlamentari, che darà un colpo di grazia al principio di territorialità dei rappresentanti del popolo in Parlamento. L'Abruzzo avrà un taglio di quasi il 50 per cento dei parlamentari». Fi appoggerà la proposta della deputata di Italia Viva, Lucia Annibali, di avanzare la richiesta di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Bonafede. «L'azione politica contro questa sciagurata riforma è iniziata in tempi non sospetti, a novembre 2018, quando doveva essere approvata la legge spazza-corrotti», ha sottolineato Totani. «La nostra non è una posizione a favore della prescrizione: il vero tema è la ragionevole durata dei processi. Questa riforma va ad incidere su una percentuale assolutamente marginale dei processi in atto perché il grosso delle prescrizioni, quasi il 60%, matura prima ancora che il fascicolo arrivi sui banchi dei giudici, nelle stanze delle Procure. L'altro discorso, sul quale è necessario aprire un confronto serio, è l'obbligatorietà dell'azione penale: oggi, di fatto, l'azione è discrezionale e affidata ad un livello selettivo ignoto ai più, che sono le scelte operate dalle Procure. All'Aquila una Procura può decidere di portare avanti un certo tipo di fascicolo e altrove si avranno delle scelte diverse. Non è un bene per il cittadino», conclude Totani, «e dovrebbe essere oggetto di discussione parlamentare».