Primarie Pd, Coppola: attenti alle vecchie logiche

5 Febbraio 2015

PESCARA. Si è aperto nel Pd il dibattito interno in vista delle primarie per la segreteria che vede tre candidati ufficiali Alexandra Coppola, Marco Rapino, e Paolo Della Ventura, dopo l’esclusione...

PESCARA. Si è aperto nel Pd il dibattito interno in vista delle primarie per la segreteria che vede tre candidati ufficiali Alexandra Coppola, Marco Rapino, e Paolo Della Ventura, dopo l’esclusione di Alessandro Marzoli per alcune irregolarità riscontrate nelle liste. «Negli ultimi giorni», commenta la vicesegretaria Coppola, «diversi dirigenti del partito stanno manifestando il loro gradimento per l'uno o per l'altro dei candidati alla segreteria. È positivo che i dirigenti attuali provino interesse per le sorti future del Pd abruzzese ma è bene tenere a mente che il rinnovamento deve avvenire davvero, con un cambio di squadra e soprattutto di approccio. L'esempio» continua la dirigente democrata «che è arrivato dal partito su base nazionale è forte e chiaro: se il partito si mostra capace di rinnovarsi e di aprirsi può prendere il 40% dei consensi; se invece preferisce fidarsi delle vecchie glorie e resta arroccato su un certo modo di fare politica, che guarda ai legami interni, si ferma al 25%, con buona pace delle ragioni di cui ci facciamo promotori». Quanto a Marzoli, lascia la corsa con una punta di amarezza: «Nel congresso regionale Pd Abruzzo abbiamo voluto rappresentare il nostro percorso politico: l’impegno degli amministratori locali e la militanza fatta di idee, coraggio e passione. Non condividiamo la scelta e le motivazioni che hanno interrotto questo percorso e valuteremo nelle prossime ore come tutelare un patrimonio di storie, professionalità e competenze.La nostra idea», aggiunge Marzoli «è quella di un Partito Democratico sempre più aperto ed inclusivo. Le scelte migliori nascono dal confronto tra le diverse opinioni. Le nostre energie sono ogni giorno a disposizione del Pd Abruzzo, con il sorriso della determinazione e il sostegno della comunità».