Primarie Pd, escluso Di Sabatino

13 Gennaio 2015

No al presidente della Provincia di Teramo, cinque gli ammessi

PESCARA. Non ce l’ha fatta il candidato del governatore D’Alfonso. La commissione regionale congressuale del Pd Abruzzo ha escluso il presidente della Provincia di Teramo Domenico Di Sabatino dalla rosa delle candidature alle primarie del 1° marzo per l’elezione del segretario regionale. Un verdetto non definitivo ma emendabile se Di Sabatino deciderà di opporre ricorso alla commissione nazionale.

Il regolamento delle primarie stabilisce la non candidabilità alla segreteria regionale di membri del partito che siano parlamentari, presidenti di regione e di consigli regionali, assessori regionali, presidenti di provincia, sindaci delle città capoluogo di regione e di provincia. Manola Di Pasquale, presidente dell’assemblea regionale del Pd e membro della commissione spiega: «Avevamo chiesto a Roma una interpretazione della norma alla luce della riforma delle Province, giacché i presidenti non vengono più eletti dagli elettori ma dai sindaci in una elezione di secondo livello. L’interpretazione però non è arrivata e così abbiamo ritenuto di dover applicare il regolamento».

I candidati ammessi in ordine di sorteggio sono Andrea Catena, coordinatore della segreteria Pd Abruzzo; Alexandra Coppola, vice segretario Pd Abruzzo e componente della direzione nazionale Pd; Alessandro Marzoli, presidente assemblea giovani democratici d’Abruzzo; Paolo Della Ventura, componente dell’assemblea nazionale Pd; Marco Rapino, vice segretario vicario Pd Abruzzo e segretario giovani democratici Abruzzo. Secondo regolamento solo tre di loro potranno andare al voto delle primarie dopo una selezione svolta dalla convenzione dei circoli.

Di Sabatino potrà dunque appellarsi alla commissione nazionale. E certamente lo farà, potendo contare anche su sponsor di peso. I primi quattro firmatari della sua candidatura sono il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, il vicepresidente Giovanni Lolli, il deputato pescarese Antonio Castricone e il consigliere regionale e sottosegretario alla presidenza Camillo D'Alessandro.

La candidatura dell’avvocato Di Sabatino nasce dall’idea di individuare un candidato unitario che eviti le primarie e la conta interna al partito in un passaggio politico delicato, ma anche che dia peso alla provincia di Teramo, che nel Pd si ritiene ancora poco rappresentata, pur avendo un assessore regionale, il capogruppo in Regione e la presidenza dell’assemblea. La strada della candidatura unitaria è dunque ancora aperta nonostante le decisioni di ieri: «La commissione ha fatto il suo lavoro», commenta Manola Di Pasquale, «ora c’è la politica che può mettersi al lavoro».

Ma gli altri cinque candidati accetteranno di fare un passo indietro? ©RIPRODUZIONE RISERVATA