Primo stop alle leggi volute dalla Lega

19 Dicembre 2019

I revisori dei conti danno parere favorevole. Ma spunta l’atto dell’ufficio legislativo che può rovinare i piani al Carroccio

L’AQUILA. I revisori dei conti dicono sì. Ma sui progetti di legge della Lega si abbatte la scure dell’ufficio legislativo. Il bilancio di previsione della Regione ha superato ieri pomeriggio un primo esame. «Rilevata la sostanziale congruità e attendibilità contabile delle previsioni», scrivono Mario Del Vecchio, Lucia Romano e Angiolino Di Francesco, «il collegio dei revisori esprime parere positivo con l’invito a trasmettere al consiglio regionale per la sua approvazione». Ma la maggioranza di centrodestra non può ancora gridare vittoria. La Lega, in particolare, non può farlo. Un secondo atto, di cui siamo venuti in possesso, dà infatti lo stop alle proposte di legge inserite in extremis allegando due foglietti scritti a penna. Sono quattro le proposte stoppate: «Una delle quali sembrerebbe non ancora presentata», si legge sulla schede per l’istruttoria amministrativa. «Al riguardo si esprimono perplessità», continua il documento che stigmatizza, senza se e senza ma, «la singolarità di tale disposizione».
Una singolarità che potrebbe far ritardare ancora l’approvazione in prima commissione del Bilancio dove, ieri, è andato in scena un braccio di ferro tra centrodestra e l’opposizione di centrosinistra e M5S che ha ottenuto l’audizione degli assessori. I primi a sfilare in aula sono stati Guido Quntino Liris, Piero Fioretti e Nicoletta Verì (Bilancio, Lavoro e Sanità). Mentre il presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri, rispediva al mittente, in modo categorico, i sospetti sorti dopo il rinvio a fine anno del voto in consiglio. Sospetti di scambi politici tra Forza Italia e Fdi da un lato, e dall’altro la Lega che chiedeva di inserire nel documento contabile l’addendum scritto a penna per finanziare le proprie leggi popolari.
Fondi che però non ci sono, ma tutto sembra ancora possibile soprattutto se sull’altro piatto della bilancia c’è la nomina di Paolo Gatti nella Corte dei conti abruzzesi, sponsorizzata dal governatore Marco Marsilio ma finora osteggiata dal Carroccio.
«Nessun baratto, nessun do ut des politico o amministrativo», ribatte stizzito Sospiri. «Che la finanziaria regionale sia uno strumento di governo strategico ritengo sia scontato e chiaro. Che la sua redazione debba trovare la maggiore convergenza possibile da parte di tutte le forze politiche credo sia evidente. È altrettanto chiaro che oggi l’Abruzzo non può più permettersi errori e dunque un momento di riflessione in più (leggi rinvio a fine anno del voto, ndr) credo sia normale e auspicabile, senza che nessuno chieda alcunché o che si prefigurino scenari da spy story».
Così dice Sospiri. Ma dal centrosinistra riparte alla carica il capogruppo del Pd ed ex assessore al Bilancio, Silvio Paolucci. «Alcuni settori restano al palo: non si dice nulla sull’edilizia sanitaria, non ci sono fondi in più per la politica dei trasporti, per l’erosione della costa, per il sociale (disabili ed anziani), per la piccola e media impresa», esordisce il dem che affronta politicamente il caso Lega, finito ieri nel mirino dell’ufficio legislativo regionale. Paolucci parla di «divisioni interne alla maggioranza che hanno prodotto un documento contabile che disperde le risorse. Di questo clima», sottolinea, «è espressione il “bilancio scritto a mano”». Il centrodestra, in Giunta, «ha arricchito il documento con aggiunte dell’ultim’ora vergate a penna e lo ha votato due volte, per via delle divisioni che attraversano la coalizione». Paolucci li definisce «pizzini che sono carta straccia in quanto non recepiti negli allegati e che tradiscono il malessere della Lega». E avverte che domani il centrosinistra presenterà emendamenti di merito «per dare alcune risposte ai vuoti evidenti nonostante le risorse aggiuntive esistenti».
La stessa strategia viene annunciata dal Giovanni Legnini che fisserà per domani anche una conferenza stampa al fulmicotone. La battaglia dei “pizzini” rischia di diventare il leit motiv di questo bilancio che invece Sospiri auspica che sia condiviso da maggioranza e opposizione. Ma è difficile che accada soprattutto perché la Lega vorrà certamente accogliere il leader Matteo Salvini, che sarà in Abruzzo domenica e sabato prossimi, con una vittoria su tutto il campo. E non con una bocciatura politica delle proprie proposte di legge dopo quella tecnica già sentenziata ieri dall’ufficio legislativo.
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