Processo Rigopiano Si torna in aula con le 120 parti civili

31 Gennaio 2020

Pescara, oggi il gup dovrà decidere sulla riunione dei due procedimenti, ma i tempi si annunciano lunghi

PESCARA . Si torna in aula oggi, davanti al gup Gianluca Sarandrea, per i due procedimenti non ancora riuniti sul disastro dell'hotel Rigopiano che il 18 gennaio 2017 venne travolto da una valanga e fece 29 vittime. La riunione del processo madre, che conta 25 imputati (rappresentanti di Regione, Provincia, Prefettura, Comune di Farindola, gestori dell'hotel), con quello sul depistaggio che riguarda sette prefettizi con in testa l'ex prefetto Francesco Provolo, probabilmente non potrà essere decisa neppure in questa udienza di oggi.
Potrebbe non bastare il tempo a disposizione considerato che prima di decidere sulla riunione il gup dovrà dare spazio alla discussione. E parliamo di un numero consistente di parti in causa: basti pensare soltanto alle circa 120 parti civili presenti oltre ai difensori degli imputati. Non solo, ma prima di poter passare a questa ampia discussione sulla possibile riunione, bisognerà definire le chiamate in causa dei responsabili civili: passaggio importante, ma che forse poteva anche essere rimandato visto che, terminata la fase preliminare ed entrati nel vivo del procedimento, si ipotizza che buona parte degli imputati potrebbero richiedere i riti alternativi e magari subordinarli a qualche ulteriore approfondimento dibattimentale, magari ad una superperizia che farebbe slittare di molto i tempi di definizione del processo. E quindi quelle citazioni dei responsabili civili (e bisognerà vedere se le notifiche sono andate tutte a buon fine) si renderebbero inutili, almeno in questa fase. Sta di fatto che ad oggi i due procedimenti viaggiano ancora in parallelo.
Nell'ultima udienza il giudice ha definito le costituzioni per il depistaggio, ammettendo come parte civile l'ultimo arrivato, che è stato il ministero della Giustizia che per la prima volta si affaccia su questa vicenda giudiziaria così delicata e complessa. Sul fronte del processo madre, invece, il giudice ha autorizzato, come si è appena detto, tutte le parti civili costituite a citare i responsabili civili che ha individuato nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministero dell'Interno, Regione Abruzzo e nel Comune di Farindola. E oggi entrerà sicuramente in scena anche la Regione Abruzzo che ha deliberato nei giorni scorsi la sua costituzione di parte civile per ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, derivanti all'immagine e al patrimonio dell'ente: contro tutti, ma non contro i suoi dirigenti coinvolti. Non solo, ma la stessa Regione si costituirà come responsabile civile sempre con l'avvocato Nicola Pisani, docente universitario a Teramo.
Una questione estremamente delicata quella delle parti civili perché le richieste di danni saranno ultramilionarie. Tutto questo se oggi non arriveranno altre novità da parte delle stesse parti civili che fino ad ora hanno monopolizzato l'attenzione del giudice.
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