Pronto soccorso, 5 codici per i pazienti

27 Agosto 2019

Ecco le novità. Ma Albani, il responsabile della rete dell’emergenza in Abruzzo, le boccia: è solo una rivoluzione all’italiana

PESCARA . Spariscono i vecchi codici-colore, e al loro posto arrivano i codici numerici. Da uno a cinque, in base a una scala della gravità, nella quale uno sta a significare emergenza. L’attesa per la cosiddetta “presa in carico” dei casi meno gravi non potrà superare le 4 ore, e comunque, dopo 8 ore il paziente dovrà essere dimesso, ricoverato, o mandato in osservazione breve intensiva (Obi), dove potrà rimanere per 44 ore. Sono le linee di indirizzo nazionali elaborate dalla conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome, per la gestione del “Triage intraospedaliero”. Ci vorrà ancora qualche mese, prima che diventino operative. Per ora sono state trasmesse agli enti territoriali che hanno sei mesi di tempo per recepirle, a far data dalla loro approvazione.
RIVOLUZIONE ALL’ITALIANA. Il programma, che prevede anche nuovi standard per l’osservazione breve intensiva e protocolli per ridurre il sovraffollamento, nasce con l’obiettivo di migliorare le condizioni nelle quali si trovano i pronto soccorsi italiani, sia dal punto di vista dei pazienti, sia da quello degli operatori sanitari. Ma come spesso accade, le belle intenzioni rischiano di infrangersi contro il muro del vile denaro: «Alle disposizioni del presente accordo», si legge nelle premesse del documento, «si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente, e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Una «rivoluzione all’italiana», l’ha definita Alberto Albani, direttore dell’unità operativa complessa del Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, e responsabile regionale del dipartimento delle emergenze. «Senza le risorse», spiega, «si rischia che molte promesse non potranno essere soddisfatte. È impossibile pensare che per risolvere il problema del sovraffollamento nei pronto soccorso basti trasformare i codici colore in numeri. Ci abbiamo impiegato anni per far capire cos’è un codice colore, e ora si torna ai numeri, ma a destare le perplessità maggiori sono i tempi di accesso. Secondo le linee guida un codice bianco (un 5 nella nuova classificazione), entro otto ore deve aver completato il percorso all’interno del pronto soccorso, quando sappiamo che il tempo di attesa medio, per un paziente con queste caratteristiche, è di 10-11 ore».
LA SCALA DELLE PRIORITÀ. Il nuovo sistema, spiega il dottor Albani, prevede cinque classi di priorità: alla classe 1 è associata l’emergenza (il vecchio codice rosso); dal momento che rischia «l’interruzione o la compromissione di una o più funzioni vitali», si legge nelle linee guida, il paziente deve avere accesso immediato al pronto soccorso. Il vecchio codice giallo, invece, è sostituito dal codice 2 (quello dell’urgenza, relativo a un paziente che potrebbe aggravarsi, o con forte dolore), che deve essere visitato entro 15 minuti; il codice verde viene suddiviso in due “sotto-codici”: il numero 3 (urgenza differibile), con tempo di attesa pari a 60 minuti, e codice 4 (urgenza minore), con tempi di attesa pari a 120 minuti. Infine, il codice bianco, che diventa il codice 5, quello della non urgenza, o relativo a un problema di minima rilevanza clinica, per il quale il tempo massimo di attesa previsto è di 240 minuti. Va da sé che alcune situazioni possono essere rivalutate in base all’andamento del quadro clinico.
PERCORSI RAPIDI. Il progetto prevede anche la creazione di percorsi rapidi (Fast truck), in caso si presenti un paziente con urgenze minori e pertinenza di un solo specialista. Il paziente in questione potrà essere inviato direttamente allo specialista di cui necessita, riducendo così il carico del pronto soccorso. Accanto c’è il “See and Treat” (Osserva e tratta), sempre riservato ai casi non gravi, già introdotto in diverse realtà ospedaliere nazionali tra le quali Pescara, sottolinea il dottor Albano), che prevede che il paziente possa essere trattato direttamente dall’infermiere (con la condivisione del medico).
L’APPELLO. Sulla vicenda è intervenuta l’Intersindacale sanitaria abruzzese, che in una nota del coordinatore regionale Walter Palumbo sollecita la Regione «a recepire al più presto le linee guida per poter adeguare, omogenizzandola, l’operatività della rete dei pronto soccorso degli ospedali abruzzesi». I sindacati sollecitano «l’implementazione di un supporto informatico, ottenibile con un software unico in uso a tutti i pronto soccorso per la loro messa in rete, per il quale due anni fa venne espletata una gara d’appalto dalla Asl di Pescara». I sindacati avvertono che in presenza di ulteriori ritardi «sarebbe il caso di segnalare il tutto alla magistratura ordinaria e a quella contabile», e invitano a costituire un tavolo tecnico regionale con «le organizzazioni sindacali,e i rappresentanti gli operatori sanitari per portare a realizzazione le numerose innovazioni che siamo sicuri potranno dare risposte adeguate alla richiesta di prestazioni erogate dai pronto soccorso».