Punti nascita, parte l’iter per l’emergenza neonatale

9 Maggio 2015

PESCARA. Per la prima volta l’Abruzzo si dota di un protocollo unico per il trasporto assistito materno e il trasporto dell’emergenza neonatale. Con il protocollo approvato dal Crea, il comitato...

PESCARA. Per la prima volta l’Abruzzo si dota di un protocollo unico per il trasporto assistito materno e il trasporto dell’emergenza neonatale. Con il protocollo approvato dal Crea, il comitato regionale emergenza-urgenza, e trasmesso alla struttura commissariale e all’assessore Silvio Paolucci, la Regione inizia le procedure per la messa in sicurezza del percorso nascita e della salute della mamma e del bambino in vista della chiusura dei 4 punti nascita di Ortona, Penne, Atri, Sulmona, che l’assessore conferma indicativamente entro il 31 ottobre.

«Il protocollo», ha spiegato il commissario dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, «applica le linee d’azione dell’accordo stato-regioni del 2010 e le sollecitazioni del tavolo di monitoraggio», ma «non è un copia e incolla di protocolli di altre regioni», ha sottolineato Mascitelli, ma un lavoro «faticoso» che tiene conto delle particolari condizioni dell’Abruzzo.

Il protocollo affida al 118 coordinamento dell’attività. La disponibilità dei posti letto sarà monitorata da una rete telematica in grado di dare informazioni in tempo reale, e sarà istituita una linea telefonica dedicata. Il 118 sarà adeguato attraverso un potenziamento dei mezzi di soccorso con un investimento di dieci milioni di euro utilizzato per svecchiare i mezzi obsoleti (almeno 16 da sostituire) e adeguare l’elisuperficie di Sulmona al volo notturno, come richiesto dall’Agenas. Nei casi di reparti collocati in territori orograficamente critici, infatti, il protocollo prevede, ad integrazione, la presenza dell'elisoccorso notturno e una sorta di pronto soccorso ostetrico, grazie al sistema della reperibilità. Per il direttore del Dipartimento Salute, Angelo Muraglia, «l’obiettivo è di accompagnare il percorso nascita in sicurezza secondo le direttrici di competenza, esperienza e volumi di attività. Avere tutto sotto casa non significa avere la certezza della sicurezza». «Il nostro obiettivo», ha spiegato l’assessore Paolucci, «a garanzia del percorso nascita che abbiano programmato, è che esso sia più sicuro di quello che ereditiamo, atteso che i dati che stanno emergendo ci dicono che le percentuali di rischio nei nostri reparti sono superiori alla media nazionale». Altro punto sottolineato da Paolucci riguarda il futuro dei reparti: «Oggi produciamo una programmazione che è propedeutica alla riorganizzazione dei punti nascita. Come abbiamo sempre spiegato e detto, la riorganizzazione dei reparti di ostetricia deve essere successivo all'attivazione del percorso di messa in sicurezza della salute della mamma e del bambino. I tempi con i quali procediamo sono coerenti con il cronoprogramma che ci siano dati. Solo quando la Regione constaterà l'assoluta sicurezza del percorso allora si potrà guardare alla riorganizzazione». Ma la data del 31 ottobre resta un obiettivo per i direttori generali delle Asl che devono gestire la fase operativa.