Quagliariello scommette sulle app

L’Aquila: turismo religioso, itinerari e prodotti tipici finiscono sul cellulare
L’AQUILA. Un vero e proprio itinerario del gusto e del sapere tra viaggi, sapori e colori dell’Appennino, da conoscere attraverso lo schermo del proprio telefono cellulare o del computer. Si chiama “Best of the Apps”, vetrina digitale che unisce 4 regioni appenniniche, Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, ed è frutto di un progetto della Fondazione Aristide Merloni, Magna carta Abruzzo e Vodafone Italia. L’iniziativa è stata presentata ieri a palazzo Fibbioni da Gianmario Spacca, della Fondazione Aristide Merloni, Gaetano Quagliariello, presidente della fondazione Magna Carta, Giancarlo Silveri, responsabile della app per conto di Magna Carta, il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, Giuseppe De Rita e Giulio De Rita, rispettivamente presidente e ricercatore del Censis, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Bondi e quello di Avezzano Gabriele De Angelis. Tra il pubblico anche alcuni esponenti del mondo religioso, visto che i percorsi che è possibile selezionare sono dedicati proprio al turismo religioso. “Save the apps” si snoda attraverso una piattaforma on line e due applicazioni per smartphone. La prima, “Apennines food ranking”, è dedicata alla promozione dei produttori locali di generi alimentari tipici. “Apennines discovery” è invece dedicata ai cammini dello spirito, itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta per scoprire la storia e le bellezze naturali dei territori. «È la prima volta che in una piattaforma online comune convergono 4 Regioni», ha detto Gaetano Quagliarello. La quantità di dati a cui è possibile accedere è enorme ed è in continua espansione. Al momento, sono inserite 135 associazioni tra cui molte Pro loco. Sono censiti 311 siti religiosi di cui 85 dedicati al culto di San Benedetto, 58 dedicati a San Francesco, 37 a San Romualdo e 59 ad altri culti tra cui spiccano quelli dedicati al percorso del Perdono di Celestino V. Ci sono schede informative su 3 parchi nazionali, (Gran Sasso, Abruzzo e Monti Sibillini delle Marche), 6 parchi naturali regionali e 67 aree naturalistiche con 33 schede sulla flora e 42 sulla fauna. Ad oggi i percorsi selezionabili sono una dozzina, ma presto diventeranno almeno 30, e ogni percorso è collegato a un sistema di rilevamento gps che permette a chi è sul sentiero di sapere quante persone lo stanno percorrendo, impedisce di sbagliare strada e permette di calcolare la distanza percorsa e quella che resta da percorrere. Si tratta di sentieri che si snodano nelle zone più belle delle quattro Regioni, e potranno essere affrontati sia a piedi che in bicicletta. Sono censite anche 104 aree archeologiche mentre, per quanto riguarda i produttori, al momento sono presenti 206 produttori, quelli abruzzesi sono 28. All’interno delle app sono attivi i settori dedicati all’olio, ai formaggi, salumi, marmellate, legumi e paste. «Non tutti i produttori possono partecipare», ha specificato Quagliariello, «perché bisogna avere determinati requisiti di identità geografica. Per quanto riguarda le tipicità abruzzesi, ci sono però altre 30 ditte in attesa di entrare».
«Le app dedicate agli Appennini rappresentano un grande volano per il rilancio del turismo», ha spiegato il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, «un sistema moderno che riesce però a dare visibilità a settori tradizionali». Attraverso le app sarà anche possibile vendere prodotti locali, e i promotori dell’iniziativa hanno anche raccontato di come, ad esempio, i produttori di olio abbiano avuto immediati riscontri riuscendo a portare all’estero i loro prodotti.
Raniero Pizzi

