Qualcosa va di traverso? Ecco i “consigli salvavita”

Determinante agire nei primi minuti i per evitare il soffocamento E nell’ospedale di Pescara recuperato un centinaio di oggetti in anestesia locale
PESCARA. E’ capitata a tutti almeno una volta quella brutta sensazione di soffocamento per qualcosa che “ci è andato di traverso”. A volte passa con qualche colpo di tosse, in altri casi il rischio può essere ben più grave. La cronaca ci insegna però che aiutare chi si trova in questa situazione pericolosa, in attesa dei soccorsi, può salvargli la vita.
Vediamo come, grazie ai consigli di Emanuele Cherubini, dirigente medico del Servizio 118 di Pescara.
«L’ostruzione delle prime vie aeree può essere incompleta o completa», spiega l’esperto, «nel primo caso si può solamente cercare di tranquillizzare il paziente, invitarlo a respirare e a tossire cercando di eliminare l’oggetto, sia esso liquido o solido, dalle vie aeree. Quando l’ostruzione è completa invece, la persona avverte subito una sensazione di morte imminente e porta le mani alla gola come per liberarsi, allora si interviene così: con una mano si cinge la vita del malcapitato e con l’altra si danno cinque pacche in rapida successione tra le scapole, utilizzando la zona della mano tra il palmo e il polso. I colpi devono essere decisi e se l’oggetto non è stato espulso devono essere seguiti dalla manovra di Heimlich».
Come si effettua questa manovra “salvavita”?
«Ci si pone dietro al paziente», spiega Cherubini, «e da questa posizione gli si cinge la vita con le mani, si chiude una mano a pugno e la si poggia appena sopra l’ombelico, all’altezza della bocca dello stomaco. Si mette l’altra mano sopra quella chiusa a pugno e si tira all’indietro con entrambe le mani, realizzando un movimento secco e brusco. Quattro o cinque rapide compressioni che hanno lo scopo di aumentare la pressione a livello toracico e dei polmoni, per cercare di dislocare l’oggetto in una posizione più favorevole all’intervento dei soccorritori».
E nell’ospedale di Pescara, la Chirurgia toracica diretta da Achille Lococo ha grande esperienza di estrazione di corpi estranei inalati nei polmoni, soprattutto in età pediatrica, anche in neonati di pochi mesi. Si tratta di un centro di riferimento non solo per tutto l'Abruzzo ma anche per molte regioni vicine, tanto che ad oggi sono stati estratti più di un centinaio di corpi estranei da altrettanti pazienti.
«Questi interventi», spiega Lococo, «che in altri centri specializzati vengono effettuati in sala operatoria e in anestesia generale, nel nostro reparto vengono eseguiti in anestesia locale con un piccolissimo fibroscopio flessibile inserito dal naso, e il paziente viene spesso rimandato subito dopo a casa senza necessità di ricovero».
L’intervento precedente in attesa dei soccorsi però, risulta sempre importante, quasi vitale. A questo riguardo, è bene sapere che la manovra antisoffocamento va effettuata anche nei bambini, mettendosi in ginocchio alla loro altezza. Attenzione però, non può essere eseguita su donne incinte, bambini al di sotto dell’anno di età o persone molto obese. Nei bambini poi, è di fondamentale importanza prevenire il soffocamento con alcune regole d’oro: non farli mangiare da soli; non farli giocare mentre mangiano; no a troppo cibo in bocca; non somministrargli acqua e cibo in un veicolo in movimento; farli mangiare e bere da seduti con la schiena eretta per consentire agli alimenti di raggiungere agevolmente le vie digestive; tenere lontani dalla loro portata gli oggetti piccoli; farli giocare con giochi adatti alla loro età.
Sulla prevenzione del soffocamento dei bambini, causato da inalazione di cibo o di corpi estranei, è depositato in consiglio regionale un progetto di legge, a firma Mariani, Sclocco, Berardinetti e D'Alessandro. Ogni anno infatti, si segnalano nel nostro Paese circa 300 casi di ostruzione da corpo estraneo nei bambini al di sotto dei 14 anni. E fra i bambini da zero a quattro anni, il soffocamento è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali: ogni anno muoiono circa 50 bimbi per un boccone andato di traverso, quasi un bambino a settimana. «Pochi genitori sanno come comportarsi in situazioni di emergenza», spiega Sandro Mariani, capogruppo pd e primo firmatario, «per questo abbiamo pensato di realizzare una serie di iniziative formative che riguardino sia i genitori che il personale delle scuole».
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