Quattro convegni per discutere di ricostruzione, giovani, futuro e sanità

20 Novembre 2018

Fabrizio Di Stefano, ex deputato candidato con le civiche alla presidenza della Regione, ha presentato a Pescara quattro incontri con i cittadini per trattare di ricostruzione, giovani e futuro e...

Fabrizio Di Stefano, ex deputato candidato con le civiche alla presidenza della Regione, ha presentato a Pescara quattro incontri con i cittadini per trattare di ricostruzione, giovani e futuro e sanità. «Abbiamo messo in campo un progetto politico per dare risposte ai cittadini, e oggi presentiamo, nell'ambito di Progetto Abruzzo 2019-2024, questa iniziativa che andiamo a declinare secondo i territori e le varie problematicità. Così abbiamo indetto quattro convegni, con il primo che si terrà sabato 24 novembre a Navelli per parlare di un tema caldo per quel territorio: in Abruzzo abbiamo due ricostruzioni, quella del 2009 dell'Aquila praticamente ferma e quella del terremoto 2016 che non è mai partita, e per questo illustreremo le nostre idee su come deve svilupparsi una azione di governo regionale forte. Mercoledì 28 poi incontreremo nell'ambito di Futuro Italia il mondo giovanile e lo faremo con la collaborazione della rivista Giovani a Destra che, partita dall'Abruzzo, ha assunto una rilevanza nazionale. Parleremo del grosso problema del flusso di giovani che lasciano l'Abruzzo per andare a trovare lavoro fuori. Per questo illustreremo che cosa dovrà fare un governo regionale per creare le condizioni affinché questo avvenga. Infine chiuderemo con il tema caldo della Regione: la Sanità, e lo faremo con due convegni il 30 novembre e il 1 dicembre per parlare di due aspetti importanti e di quella che è la nostra idea di un Piano Sanitario 2019-2024. Parleremo di rete ospedaliera - ha spiegato Di Stefano - e di medicina territoriale. Noi crediamo che oggi i numeri documentino il fallimento di questo governo regionale sulla Sanità e il fallimento di un metodo che è quello di tagliare i servizi per ridurre i costi. Ma qui si è fatto un taglio di servizi e paradossalmente i costi sono aumentati visto che», sostiene Di Stefano, «siamo a rischio commissariamento. Noi», conclude, «riteniamo invece che migliorare i servizi territoriali e capillarizzare l'offerta sanitaria sul territorio significa anche ridurre l'afflusso nei grandi ospedali e quindi abbassare la spesa sanitaria». (c.s.)