«Questa Regione per ora è da 7»

16 Maggio 2015

D’Alfonso ai dirigenti: non ad atteggiamenti da “Alfredino nel pozzo”

PESCARA. «Oggi, tra cose che funzionano e criticità, darei un sette alla Regione Abruzzo». Così il presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, affiancato dagli assessori e dal direttore generale Cristina Gerardis, ha voluto consegnare ai vertici amministrativi della struttura regionale, Capi dipartimento e dirigenti, convocati a Borgo Spoltino un messaggio per una riflessione a trecentosessanta gradi sui quasi dodici mesi di governo già trascorsi e sui quasi cinquanta ancora da passare. «Sono mosso da una grande ambizione da riversare, però, non solo in un'urna. Vorrei, invece, poter raccontare che questi cinque anni hanno davvero cambiato il corso delle cose», è stato un altro passo del messaggio. «Perché si passi ad un bel nove come valutazione, lasciando il dieci alla virtuosa Baviera, bisognerà ragionare per obiettivi». Un esempio? »Mi piacerebbe che il prossimo dirigente del settore patrimonio della Regione fosse in grado di proporre un'idea di utilizzo delle strutture di proprietà», dice D’Alfonso, «in questo modo, si eviterebbe che una struttura del niente come quella che sorge a Salvaiezzi di Chieti, costata la bellezza di dieci miliardi di lire, rimanesse unitizzata per anni nel più competo degrado».

In merito, poi, al plafond di risorse di circa 1 miliardo 728 milioni di euro, a disposizione della Regione per lo sviluppo e la crescita, il governatore ha invitato Capi dipartimento e dirigenti ad «evitare atteggiamenti da “Alfredino nel pozzo” (Alche si aiuta con i gomiti per uscire fuori ma non va avanti. Inoltre», ha aggiunto, «vorrei che venisse cancellata, una volta per tutte, la stagione dei progetti sponda. Quello che serve è, invece, un approccio adulto sia rispetto all'impiego delle risorse che riguardo alla definizione degli obiettivi».