Quota 100 svuota la scuola Via 4.857 tra prof e bidelli

10 Febbraio 2019

La previsione choc fatta sulla base dei dati dell’Ufficio scolastico regionale Desiati (Cisl): «Situazione preoccupante, graduatorie esaurite e concorsi fermi» 

PESCARA . È un vero e proprio esodo di personale, stimato in 4.857 unità, quello che si prefigura per la scuola abruzzese grazie a Quota 100.
Si tratta di docenti, amministrativi, personale con varie qualifiche che usciranno e difficilmente potranno essere rimpiazzati in tempi rapidi, e comunque compatibili con le esigenze didattiche dei vari istituti. A lanciare l’allarme, e spiegare perché Quota 100 per la scuola abruzzese potrebbe trasformarsi in un problema serio, è Davide Desiati, segretario regionale della Cisl Scuola.
IL RISCHIO. «L’Ufficio scolastico regionale», dice Desiati, «ha confermato ufficialmente l’enorme rischio per la scuola abruzzese con l’introduzione della Quota 100 per le pensioni. Se il numero dei potenziali aventi diritto a livello nazionale è preoccupante, in Abruzzo rischia di essere devastante».
I CONCORSI. È da ricordare, afferma Desiati che spiega i complicati meccanismi che sovrintendono le immissioni nella scuola, «che sono stati assunti gran parte dei vincitori dei concorsi espletati e la stragrande maggioranza delle graduatorie provinciali dei precari sono esaurite. Quindi, a settembre, non ci saranno aspiranti docenti in attesa di essere assunti». Quel che è peggio, tuttavia, è che «dei nuovi concorsi annunciati per il 2019 non si ha ancora tracci», e tra l’altro, «una volta emanato il bando occorrono quasi 2 anni per ottenere una graduatoria».
I NUMERI. E dunque, a fronte di 433 domande di pensione di docenti e personale Ata presentate nei termini previsti (dicembre 2018), l’ Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha comunicato alle organizzazioni sindacali che sono ben 4.857 le persone che hanno diritto a chiedere di essere collocati a riposo usufruendo di Quota 100. Il numero, sottolinea Desiati, è stato reso noto dopo un monitoraggio svolto tra novembre e dicembre per acquisire dalle scuole gli elenchi del personale nato tra il 1952 ed il 1957. «Quota 100», conclude Desiati, «rischia di produrre oltre 10 volte il numero di domande normalmente presentate e rischia di interessare mediamente ben il 25% del personale di ogni singola scuola. È facilmente comprensibile che se in una scuola venisse meno il 25% del personale in un unico anno, sarebbe necessaria una profonda riorganizzazione interna e una revisione del piano dell’offerta formativa. Tutto questo a iscrizioni già fatte, per cui verrà delusa l’aspettativa di alunni e famiglie.
La giusta aspirazione di docenti ed Ata che, con almeno 38 anni di lavoro e 62 anni di età, hanno tutto il diritto di andare in pensione, rischia di produrre un grave danno alla scuola abruzzese semplicemente per la scelta di attuare una riforma senza creare prima le opportune condizioni per salvaguardare il sistema scolastico».