Radici e futuro dell’olio, ecco il Fioi Abruzzo

14 Maggio 2026

Presentata la delegazione regionale della Federazione italiana olivicoltori indipendenti, coinvolte 13 aziende

SPOLTORE. Nasce la delegazione regionale della Fioi (Federazione italiana olivicoltori indipendenti). La nuova realtà è stata presentata a Spoltore dai rappresentanti delle 13 aziende coinvolte: Rabottini, Blasiotti, Iacovella, “I Vignali”, Santabarbara, Sclocco, Frantoio Astolfi, Olearius Tenaglia, Rifulgo Terrae – Azienda Agricola Di Sabatino Giuseppe, Giardini Di Giulio, Colle Stelle, Tommaso Masciantonio – Trappeto di Caprafico e Frantoio Tini. L'obiettivo è chiaro: dare voce alle energie del territorio e promuovere il dialogo tra istituzioni, mondo dell’informazione e comunità locale, guardando insieme alle prospettive di crescita dell'Abruzzo.

La delegata regionale è Domenica Sileo, ex hostess che ha deciso di trasferirsi in Abruzzo per dedicarsi alla produzione di olio e vino: «Questa regione ha molto da raccontare», spiega. «Fioi Abruzzo nasce come luogo di incontro per custodire il patrimonio agricolo della nostra regione. C'è il desiderio sincero di unire le energie migliori dell'olivicoltura abruzzese, costruendo una voce coesa. Come dico sempre, non ho sposato abruzzesi ma ho sposato l'Abruzzo e mi sono innamorata dell'olivo, cominciando da un terreno con 1.000 piante. Poi ne ho impiantate altre 1.000, che tra qualche anno daranno i loro frutti. Ora iniziamo un cammino. L'olivo ci insegna qualcosa di prezioso: vorremmo che Fioi Abruzzo nascesse con radici forti nella terra e con lo sguardo rivolto al futuro».

E Tommaso Masciantonio, vice presidente di Fioi nazionale, aggiunge: «Le nostre varietà sono storicamente legate al nostro territorio. Io ci ho creduto fortemente. Cerco di far esprimere a queste varietà le loro caratteristiche organolettiche. Quando Fioi è nata, avevamo tutti un forte legame con il territorio e l'obiettivo di fare oli di qualità. Volevamo far crescere questo comparto sul versante produttivo e far percepire sempre più questa qualità al consumatore finale. Abbiamo pertanto sentito il bisogno di unirci e così abbiamo ideato la Fioi, che oggi conta 160 associati».

Stefano Di Giulio, che oltre a essere un produttore è anche presidente dell’associazione di promozione sociale “Comunità di prodotto e territorio Toccolana”, sottolinea un aspetto interessante: «La Toccolana è una varietà non solo autoctona ma endemica perché fruttifica esclusivamente nel nostro territorio, esprimendo caratteristiche ben precise che la fanno distinguere dalle altre. La mia azienda è nata 70 anni fa dalla passione che mio padre aveva per la terra: ha acquistato terreni, in particolar modo uliveti, dando vita a una splendida avventura. Lavoriamo prevalentemente le varietà Toccolana e Ascolana: per noi la qualità è fondamentale, e quindi il Fioi è una "causa" che ho sposato fin da subito. Quando si è costituita la federazione e c'è stata la possibilità di associarsi, ho aderito. Faccio a tutti gli auguri di buon lavoro».

Federica, dell'azienda Sclocco, ha presentato di questa realtà agricola «che ha sede a San Giovanni Teatino ed è nata nel 2024, quindi da pochissimo tempo». Lei e il marito sono ingegneri, ma hanno scelto di abbracciare il mondo dell’olivicoltura: «Le nostre etichette si chiamano “Ruffiano” e “Spaccone” per una ragione ben precisa. Vorremmo infatti parlare ai giovani per avvicinarli all'olio di qualità». A proposito di ragazzi, il 28enne Marco Blasiotti di Loreto Aprutino ha da 3 anni la partita Iva agricola: «Ci credo molto. Le radici sono importanti. Non ho conosciuto mio nonno perché è morto nel 1993, prima che io nascessi. Le etichette del mio olio si chiamano 15 e 55 perché sono numeri che hanno avuto importanza nella mia vita, e che tra l’altro mi fanno pensare anche al nonno».

Davide Iacovella sceglie la via dell’ironia: «Come dico sempre, io ho una moglie e 12.000 amanti, che sono le mie piante d’ulivo. A parte gli scherzi, dobbiamo riportare le famiglie in campo e la qualità deve essere al centro». Non sono mancate presenze istituzionali come quelle del presidente di Slow Food Pescara Umberto Cantò, del sottosegretario Daniele D'Amario (a sua volta produttore) e del consigliere regionale Luciano D'Amico. Quest'ultimo ha evidenziato le proprietà salutistiche dell'olio: «Prima ancora che lavorare con l'assessorato all'agricoltura, bisognerebbe collaborare con l'assessorato alla sanità. In casa nostra non è mai entrato il burro. L'olio è un alimento prezioso, che va valorizzato».

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