Raffaella, fin da piccola con le mani nei motori

17 Agosto 2020

PINETO. Non ha mai giocato con le bambole, né ha mai voluto vestirsi di vezzosi pizzi e merletti. Raffaella Di Gregorio da bambina voleva giocare solo con macchinine e camioncini. E anche se racconta...

PINETO. Non ha mai giocato con le bambole, né ha mai voluto vestirsi di vezzosi pizzi e merletti. Raffaella Di Gregorio da bambina voleva giocare solo con macchinine e camioncini. E anche se racconta che da piccola era un po’ «un maschiaccio», oggi con i suoi capelli lunghi, gli occhi chiari e il sorriso aperto e contagioso, l’aria del “maschiaccio” non ce l’ha affatto. Anzi.
«Sono cresciuta con l’immagine di mio padre a bordo del suo camion: arrampicato così in alto, nella sua cabina, mi sembrava un supereroe». È così che Raffaella si è avvicinata al mondo dei motori, seguendo le orme del padre. Più che un mestiere, un’incontenibile passione, tanto che finiti gli studi, non ci ha pensato due volte e in società con il papà Roberto Di Gregorio e il marito Dante Cichella, ha aperto un’officina meccanica a Città Sant’Angelo, la Dvr Motors, dove potersi dedicare a tempo pieno a macchine e motori.
«Per me è quasi una missione», racconta Raffaella, «e sono in grado di fare, smanettando su un’automobile, tutto ciò che fa un uomo». Adesso il lavoro è un po’ cambiato, c’è meno manualità e molta più elettronica. «Prima di mettere le mani dentro al motore», spiega, «bisogna fare la diagnosi, il meccanico è diventato il meccatronico. Ma un cambio olio, lo faccio ancora volentieri!»
Convintissima delle capacità femminili al servizio della meccanica, Raffaella ha con sé in officina anche una collaboratrice altrettanto appassionata, Carla Montani, che fa anche la collaudatrice. Insieme, tanto per non farsi mancare nulla, hanno deciso di prendere la patente C per guidare anche i mezzi pesanti. «Così finalmente riesco a realizzare quel mio sogno da bambina», racconta orgogliosa Raffaella. «Poi vorremmo prendere un carro attrezzi per fare i soccorsi stradali. Ho già fatto qualche lezione di guida e devo dire che mi rendono felicissima». E ride: «Mi sento “importante” alla guida di un camion».
Le donne, afferma Raffaella, «se si mettono in mente di fare qualcosa, se hanno un desiderio, sicuramente riescono a realizzarlo». Con determinazione, con impegno e forse anche un po’ di testardaggine.
Ma una donna con le mani nel motore come viene accolta dai clienti? «All’inizio», ricorda la “meccanica”, «tutti rimanevano un po’ stupiti di trovare me e Carla in officina, e forse anche un po’ scettici. Ma poi, quando io e la mia collega dimostriamo le nostre capacità e la sicurezza con cui ci muoviamo intorno alle macchine, si ricredono. Ben presto, ogni pregiudizio cade e di solito ci fanno anche i complimenti».
E parlando con Raffaella, si ha proprio l’impressione che non c’è niente che possa fermarla. «Noi donne siamo sicuramente più organizzate», spiega, «costrette come siamo a essere mamme, mogli, lavoratrici, contabili. Riusciamo a gestire tante cose insieme, senza che nessuna parte della nostra vita ne risenta». Per riuscire a conciliare meglio il lavoro con le esigenze della famiglia, infatti, ha creato nell’officina uno spazio speciale per i suoi tre figli (un maschio di 14 anni e due femmine di 12 e 7), in cui possano giocare e studiare restando sotto il suo sguardo attento. «La nostra officina per loro è una seconda casa, vedo che si appassionano già», continua. «Ma voglio che siano loro a scegliere la loro strada, senza condizionamenti. Per me è importante solo che capiscano che non ci sono limiti a quello che si può riuscire a fare, se si ha la determinazione giusta».
Nessun limite, neppure per una donna. (s.d.n.)
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