Ragazza italiana dispersa a Berlino, Pezzopane: "Da Poletti parole odiose"

La senatrice del Pd su Facebook contro le dichiarazioni del ministro sui cervelli in fuga: "Ancora più odiose mentre aspettiamo notizie su Fabrizia Di Loreto". E rispondendo a un "amico" aggiunge: "Dimissioni? Penso sarebbero opportune". E in Senato arriva la mozione di sfiducia
L'AQUILA. «Le parole di Giuliano Poletti sono ancora più odiose mentre aspettiamo notizie da Berlino». Un giudizio secco e senza filtri quello che Stefania Pezzopane, senatrice aquilana del Pd, scrive sul suo profilo Facebook. Causa scatenante il dramma vissuto dalla famiglia Di Lorenzo per le sorti di Fabrizia, la 31enne di Sulmona emigrata in Germania e dispersa dopo l'attentato di Berlino. La Pezzopane punta dritto alle dichiarazioni rilasciate dal ministro del lavoro poche ore prima: «Centomila giovani in fuga? Conosco gente che è bene non avere tra i piedi». Parole che avevano scatenato una polemica diventata rovente quando dalla capitale tedesca è arrivata la storia dell'abruzzese, una ragazza della generazione Erasmus, un cervello in fuga, che si teme vittima dell'attacco terroristico ai mercatini di Natale. E così, rispondendo a una domanda sull'opportunità che il ministro si dimetta, la senatrice ammette: «Sì, penso sarebbe opportuno»
Le parole di Poletti: "Chi resta non è un 'pistola'". Il ministro del Lavoro ha espresso la sua idea sulla fuga dei cervelli all'estero lunedì scorso a Fano al termine di un incontro in cui ha difeso il Jobs Act e aperto alla possibilità di rivedere le norme sui voucher. «Bisogna correggere un'opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei "pistola". Permettetemi di contestare questa tesi». Parole dure e rese ancora più pesanti con una stilettata finale: «Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi».
Fabrizia, generazione Erasmus in fuga dall'Italia. Meno di 24 ore dopo uno dei cervelli in fuga, l'abruzzese Fabrizia Di Lorenzo, è diventata suo malgrado protagonista dell'attentato terroristico a Berlino. La sulmonese lì aveva trovato lavoro e lì viveva. E mentre faceva gli acquisti per Natale ha visto sbucare il tir che ha travolto la bancarella e ucciso dodici persone. Una cittadina del mondo che viveva la sua vita lontano dall'Italia ma senza dimenticare la sua bellezza e le sue contraddizioni. Non a caso il suo ultimo tweet, lo scorso 5 dicembre, parla delle condizioni dei giovani italiani. E quel video ora assume un significato pesante: riprende la scena del film “La meglio gioventù” in cui il professore universitario, durante un esame di medicina, invita Nicola (Luigi Lo Cascio) a lasciare l’Italia, un Paese di dinosauri, in cui non cambia mai nulla.
La rabbia della Pezzopane e dei social. Il contrasto tra le parole di ministro e la storia di Fabrizia è esploso in tutta la sua virulenza. Se la senatrice si limita a sottolineare quanto le parole di Poletti siano «ancora più odiose» e ammette che dovrebbe dimettersi, ben più pesanti sono i commenti espressi dagli "amici" di Stefania su Facebook. Al «brava Stefania, chiediglielo tu di andare a casa» segue un netto «Stefà cacciare subito Poletti e Fedeli non sarebbe un atto anti democratico, anzi!». E ancora: «Dichiarazioni assurde, ingiustificate, al limite della sopportazione umana! Dimissioni immediate». Per concludere con un secco: «Ho letto che è stata presentata una mozione di sfiducia...vediamo la coerenza anche in virtù dei fatti di Berlino».
In Senato mozione di sfiducia contro Poletti. E la mozione di sfiducia è stata realmente depositata al Senato dai senatori di Sinistra italiana, del M5S, della Lega e di alcuni senatori del Gruppo Misto. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa di Sinistra italiana al Senato. Il Ministro - si legge nella mozione - «ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili». In particolare, si legge nella nota di Sinistra Italiana, la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione «inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini» del Ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le «affermazioni gravissime» dello stesso Ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero.

