Reazioni al voto. Marsilio: «Test su di me? L’ho superato». Il Pd: «Grande risultato, Chieti sarà nostra»

Scontro sui risultati delle elezioni comunali, il governatore Marco Marsilio: «Abbiamo vinto noi». Il segretario Dem, Daniele Marinelli: «Tra due settimane ci prenderemo Chieti»
CHIETI. La tradizione elettorale non cambia e, alla fine, anche stavolta hanno vinto tutti e non ha perso nessuno. Nel balletto dei commenti a caldo, il più diretto è il presidente della Regione Marco Marsilio di Fratelli d’Italia che, parlando dei risultati delle elezioni comunali di Chieti, dice: «Il primo turno segna una vittoria del centrodestra a Chieti e adesso lavoriamo per concretizzarla al ballottaggio». Qui, il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini del Pd, ex vicepresidente del Csm, è oltre il 48% e le sue liste accarezzano il 50%; lo sfidante al ballottaggio sarà l’avvocato Cristiano Sicari, civico sostenuto da FdI e Forza Italia, che naviga al 25%. Per Marsilio, il ribaltone non è un sogno ma una possibilità calcolando il 15% dell’altro esponente del centrodestra, Mario Colantonio della Lega, e il quasi 10% messo da parte dai civici: «Qualcuno aveva pensato che con Legnini tutta la città si sarebbe dovuta commuovere e avrebbe spianato la strada con i tappeti rossi, ma i teatini hanno misurato la debolezza del progetto politico del centrosinistra. Senza più commissariati», dice Marsilio alle telecamere di Rete8, «Legnini ha riscoperto l’amore per la città. Ma ora c’è il ballottaggio e si riparte da zero a zero».
Poi, il presidente parla degli equilibri politici abruzzesi: «Se era un test su Marsilio, ne siamo usciti nettamente vincitori, dove le amministrazioni uscenti funzionano, hanno vinto al primo turno come è successo ad Avezzano con Gianni Di Pangrazio mentre il candidato del campo largo è arrivato appena al 10%». Ad Avezzano, però, FdI ha appoggiato lo sconfitto Alessio Cesareo, uomo del capogruppo regionale Massimo Verrecchia. Il governatore non gli dà peso e passa in rassegna gli Comuni più piccoli e traccia il suo bilancio: «A Celano Settimio Santilli ha stravinto con l’80%; altra vittoria a Castel di Sangro con Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila. Abbiamo strappato anche Ocre che era una roccaforte del Pd». Il governatore cita Villa Sant’Angelo, feudo del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi di FdI, dove Lucio Marinacci ha vinto con il 67%: «Lì è stato fin troppo facile vincere; abbiamo confermato Pescina; a Guardiagrele Donatello Di Prinzio di Forza Italia ha vinto largamente; abbiamo conquistato anche Palena e Guilmi. Insomma», dice Marsilio, «abbiamo stravinto questa partita ed è un segnale chiarissimo: a sinistra si accontentano sempre dei sondaggi, ma quando si vota poi vinciamo noi».
Dall’altra parte, il segretario regionale Pd Daniele Marinelli dice: «Mai un risultato così alto a Chieti. Legnini sarà sindaco fra due settimane». Se a Chieti il Pd ride – «Legnini ha ottenuto un consenso straordinario, andando vicinissimo alla vittoria al primo turno e conquistando quasi il doppio dei voti rispetto al secondo classificato», dice Marinelli, –, piange ad Avezzano dove è arrivato terzo con Roberto Verdecchia: «Abbiamo provato ad avviare un’interlocuzione per valutare il civismo di Di Pangrazio, ma noi siamo il Pd e mai può accadere di stare in una coalizione con la Lega. La presenza della Lega ha snaturato la proposta puramente civica di Di Pangrazio e allora siamo andati con le altre forze del Patto per l’Abruzzo». Marinelli sottolinea il suo dettaglio chiave: «Ad Avezzano, la coalizione di FdI è arrivata a circa 30 punti dal sindaco uscente e questo fa riflettere su quanto possa essere valida la proposta della destra».
Il voto dei 60 Comuni apre la strada ai prossimi appuntamenti elettorali: nel 2027 si voterà in 5 città chiave d’Abruzzo: L’Aquila, Lanciano e San Salvo a trazione centrodestra e Francavilla e Vasto di marca centrosinistra. Maurizio Bucci, coordinatore provinciale della Lega di Chieti e sindaco di Gamberale, dice: «Bisogna mettere da parte i personalismi e cominciare a progettare il futuro. Il centrodestra deve ragionare di coalizione». «Siamo protagonisti a Chieti e Avezzano», gli fa eco il coordinatore abruzzese e capogruppo regionale Vincenzo D’Incecco, «premiato lavoro sul territorio».
Il senatore Etel Sigismondi, coordinatore regionale FdI, pensa positivo: «È stata una giornata amarissima per il centrosinistra che in maniera molto presuntuosa, alla vigilia, diceva che avrebbe stravinto le elezioni al primo turno con Legnini e invece si andrà al ballottaggio. Ad Avezzano, dove è stato riconfermato Di Pangrazio, sostenuto dalla Lega e dall’Udc ma non da FdI, il centrosinistra è arrivato terzo con una percentuale ridicola. E vogliamo parlare dei Comuni?», dice Sigismondi che elenca Celano, Castel di Sangro, Montorio al Vomano, Pescina e Magliano, «il centrodestra è radicato e se era un test su Marsilio l’abbiamo vinto».
La deputata M5S Daniela Torto non la vede così e commenta il ballottaggio di Chieti: «Non c’è alcuna credibilità nel progetto che il centrodestra proverà a costruire nei prossimi 15 giorni. Inoltre ritengo che il cosiddetto “sindaco del fare”, Mario Colantonio, piegandosi al sindaco civico dietro il quale si nasconde FdI che non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, subirà una vera e propria umiliazione politica». E Torto attacca anche Marsilio: «La scorrettezza, l’arroganza e la maleducazione istituzionale da lui dimostrate in questa campagna elettorale sono sotto gli occhi di tutti. Non può certo venire a fare la morale su chi sia o non sia di Chieti. L’unico commento che mi sento di fare sul suo comportamento è che, come diremmo noi chietini, si è comportato da “voccapert”».
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