Recuperi elettorali, Sevel sciopera

Stop a tre sabato di lavoro. La Fiom: vanno pagati come straordinari
ATESSA. Sciopero di otto ore in Sevel per le giornate di sabato 7 e del 14 e 22 giugno. Non ci sta la Fiom-Cgil a recuperare il fermo elettorale degli scorsi 26 e 27 maggio, giornate lavorative straordinarie (visto che cadono di sabato e di domenica) pagate però in regime ordinario. Per Davide Labbrozzi, segretario provinciale delle tute blu della Cgil, nella fabbrica del Ducato Fiat «si consumerà un altro scempio: per la prima volta nella storia dello stabilimento atessano, ci sarà un recupero di produzione al sabato a regime ordinario, senza il pagamento dello straordinario». «Tutto ciò», incalza il dirigente della Fiom, «per recuperare una fermata collettiva, decisa e praticata in modo unilaterale dall'azienda».
Il malumore per il fermo legato alle recenti elezioni serpeggiava da tempo. L'azienda, per evitare l'altissimo numero di assenze legate ai rappresentanti di lista, aveva deciso di sospendere la produzione. Inizialmente si era addirittura previsto di recuperare lo stop ancora prima del 26 e 27 maggio. In quell'occasione anche i sindacati firmatari dell'accordo Fiat si erano detti scettici. Il recupero è stato quindi programmato per il mese di giugno, in un momento produttivo molto intenso, visto che si prevedono altri straordinari nel corso dell'estate per rispondere alle richieste del nuovo Ducato versione restylizzata.
«I “firmatutto”», critica oggi la Fiom, «nell’accettare il Ccsl (contratto collettivo specifico di lavoro) e il collegato addendum, hanno cancellato la contrattazione e dato la possibilità all'azienda di poter gestire gli orari di lavoro con la sola incombenza, per l’impresa, di “comunicare” le proprie scelte. La Fiom-Cgil aveva previsto già dal 2010 che cosa sarebbe potuto accadere con i nuovi accordi e cioè, il diritto dell’azienda di risolvere i suoi problemi passando semplicemente per la pratica dell’esame congiunto». «Non possiamo lasciare» conclude Labbrozzi «che lavoratrici e lavoratori vengano divorati dagli “accordicchi” che Fim, Uilm, Fismic ed Ugl hanno sottoscritto, e non riteniamo possibile generare il precedente dei precedenti. Bisogna scioperare per dire no alle soluzioni fai da te, no all'applicazione di “accordicchi” e per contrastare questa gestione degli eventi».
Daria De Laurentiis
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