«Regione a elevato rischio frane»

21 Marzo 2017

L’elaborazione del Cresa: allarme massimo sul 5,8% del territorio regionale

PESCARA. Quando si parla di frane, il rischio c’è. Ed è «molto elevato». Lo certifica, del resto, il Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa), che inserisce l’Abruzzo tra le prime regioni italiane per superficie, popolazione, imprese e beni culturali nella poco invidiabile graduatoria nazionale.

L’allarmante dato emerge dalle elaborazioni effettuate proprio dal Cresa, sui dati pubblicati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nel Rapporto 2015 sul dissesto idrogeologico in Italia. Nel dettaglio, in Abruzzo viene classificato con pericolosità da frana molto elevata (P4, cioè il più elevato livello di rischio), il 5,8% del territorio regionale. Una percentuale doppia rispetto al 2,9 nazionale, che pone la regione al terzo posto del podio alle spalle di Valle d'Aosta e Campania. Nelle aree P4 del territorio abruzzese, inoltre, sono ubicati il 2,8% della popolazione regionale, il 2,2% delle imprese (per entrambi il riferimento è al censimento 2011) e il 6,6% dei beni culturali presenti sul suolo abruzzese. Si tratta di dati tutti superiori alle corrispondenti percentuali nazionali (rispettivamente 0,8%, 0,6% e 2,1%) e che pongono l’Abruzzo ai primissimi posti delle relative graduatorie nazionali: secondo posto per popolazione, quarto piazzamento per imprese, e terzo gradino del podio per beni culturali.

Tra le province, è il capoluogo di regione a presentare la situazione più problematica, considerando che a L’Aquila le aree con pericolosità molto elevata registrano i maggiori valori percentuali: 7,0% del territorio, 6,2% della popolazione, 4,8% delle imprese. Riguardo ai beni culturali, invece, è Teramo a registrare la più elevata percentuale di rischio con l’11%. Un dato che pone il capoluogo abruzzese al terzo posto nella graduatoria delle province italiane. Le aree a pericolosità da frana elevata, inoltre, comprendono quote di superficie e popolazione superiori (rispettivamente 9,1% e 3,0%) e percentuali inferiori di imprese e beni culturali (2,0% e 1,7%).

Nel territorio regionale non sono presenti, invece, aree classificate con pericolosità da frana media mentre quelle con pericolosità da frana moderata (P1, cioè il livello minimo di pericolosità) rappresentano il 4,3% della superficie abruzzese e ricomprendono, al loro interno, l’1,4% della popolazione regionale complessiva, l’1% del totale delle imprese e l’1,6% dei beni culturali abruzzesi.

Le aree di attenzione rappresentano il 3,8% del territorio (2,8% in Italia), lo 0,7% della popolazione, lo 0,5% delle imprese e l’1,1% dei beni culturali. Il resto del territorio regionale (76,9%) risulta non classificato come soggetto a pericolosità da frana.

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