Regione, le spese dei Gruppi all’esame della Corte dei Conti

23 Marzo 2016

L’AQUILA. Per ora sono semplicemente attività "istruttorie", nel senso che si acquisiscono elementi e si valuta la potenziale esistenza di un danno erariale, ma le spese della Regione tornano nel...

L’AQUILA. Per ora sono semplicemente attività "istruttorie", nel senso che si acquisiscono elementi e si valuta la potenziale esistenza di un danno erariale, ma le spese della Regione tornano nel mirino della Corte dei conti. Non si tratta dei normali controlli svolti dall'omonima sezione, che ha già esaminato i bilanci di diversi Gruppi consiliari rilasciando parere positivo, ma di elementi sui quali si sta focalizzando l'attenzione del procuratore regionale Maurizio Stanco. Può trattarsi di un'appendice al procedimento penale scaturito dall'inchiesta condotta dalla Procura di Pescara nel 2014, nota come "Rimborsopoli". Nell'ambito del procedimento penale sono già state disposte le archiviazioni per 16 consiglieri regionali della passata legislatura. Altre posizioni, quelle di alcuni assessori e dell'ex presidente Chiodi, sono in corso di definizione in tribunali di fuori regione. Alcuni di loro, finiti sotto inchiesta per l'utilizzo della carta di credito dell'Ente, sono già stati assolti. Ma la giustizia contabile segue un percorso che non sempre va di pari passo con la giustizia ordinaria. Se dal punto di vista penale il reato può cadere, dal punto di vista contabile ogni soldo pubblico speso deve essere rendicontato, giustificato secondo i parametri di una corretta gestione, altrimenti si rischia di essere citati a giudizio di responsabilità. Caviale e champagne, insomma, o le merendine, non si possono acquistare con le carte di credito dell'ente. E nemmeno ci si possono pagare i massaggi nei centri estetici, come accaduto in Sicilia.