Reparti per bimbi gravi: adesso tocca alla Asl

PESCARA . Tocca alla Asl di Pescara formalizzare la richiesta perché si possa attivare al più presto il percorso di formazione per i medici e il personale sanitario che lavoreranno nell’unità di...
PESCARA . Tocca alla Asl di Pescara formalizzare la richiesta perché si possa attivare al più presto il percorso di formazione per i medici e il personale sanitario che lavoreranno nell’unità di terapia sub-intensiva dell’ospedale di Pescara. La notizia viene dall’incontro che si è svolto a Roma al quale ha partecipato Andrea Sciarretta, il papà di Noemi, la bimba di sei anni di Guardiagrele affetta da Sma1, e presidente dell'Associazione Progetto Noemi Onlus, il direttore sanitario del Bambin Gesù di Roma, Massimiliano Raponi, il direttore sanitario della Asl di Pescara, Valterio Fortunato, il dottor Antonino Aiello. «Da parte di Mariella Enoc (presidente dell’ospedale romano dedicato ai bambini, ndr)», dice Sciarretta, «è emersa la totale disponibilità a supportare in via prioritaria la qualità assistenziale dell’unità sub-intensiva pediatrica pescarese, attraverso un percorso di formazione e di scambio continuo di informazioni. È una grande opportunità non solo per la Asl di Pescara, ma per tutto l’Abruzzo». Sciarretta ha parlato anche il responsabile dell’unità sub-intensiva pediatrica dell’ospedale romano, Renato Cutrera, che ha preso contatti con il primario pescarese Giuliano Lombardi affinché il percorso di formazione possa prendere il via nel più breve tempo possibile. «Come papà di Noemi, e come presidente dell’associazione», aggiunge Andrea Sciarretta, «ho ricordato quali sono i motivi per i quali è partito questo progetto e le modalità di intervento che prevede. Oltre all’assistenza sanitaria per le urgenze, occorre istituire un centro regionale di riferimento con personale formato per assicurare la gestione domiciliare del paziente pediatrico. Una volta costituito il centro regionale di riferimento , il passo successivo sarà formare anche i care giver familiari e gli infermieri dell’assistenza domiciliare. Abbiamo parlato molto di futuro. Dopo il percorso formativo occorrerà istituzionalizzare una convenzione con il Bambin Gesù affinché questa collaborazione non sia un intervento spot ma un supporto che duri nel tempo. Ora passa tutto in mano alla Asl di Pescara», aggiunge Sciarretta, «perché dal Bambin Gesù hanno assicurato che nel momento in cui arriverà la richiesta dall’Abruzzo, si attiveranno il giorno dopo. Mi preme rimarcare l’importanza di questa opportunità, per tutto l’Abruzzo, e vorrei anche ringraziare anche tutti i sostenitori del Progetto Noemi. Se riusciamo ad andare avanti è grazie a loro». (a.bag.)

