Rigopiano, controdenuncia sul depistaggio

Pescara: esposto in procura dei carabinieri forestali indagati per verificare il lavoro fatto dalla polizia
PESCARA. Due memorie difensive per chiedere l'archiviazione delle posizioni degli indagati e un esposto nel quale si chiede invece di accertare e verificare una serie di circostanze che, in caso positivo, potrebbero configurare l'ipotesi di favoreggiamento nel depistaggio.
È questa la risposta alla denuncia per falso depositata in procura dall'ex capo della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, nei confronti di tre carabinieri forestali finiti sott’inchiesta.
A presentare le memorie difensive e l’osposto è stata l'avvocatessa Monica Passamonti che in questa delicata vicenda a margine della tragedia di Rigopiano, dove quasi tre anni fa persero la vita 29 persone per la valanga che travolse l’hotel, rappresenta il maresciallo Carmen Marinacci (la cui posizione è marginale perché all'epoca dei fatti non faceva ancora parte del pool di investigatori) e l'appuntato Michele Brunozzi. Il terzo indagato è il colonnello Annamaria Angelozzi, assistita dall'avvocato Sabatino Ciprietti.
Il legale ha presentato le memorie a seguito degli interrogatori fatti dal procuratore aggiunto di Pescara Anna Rita Mantini e dal sostituto Salvatore Campochiaro. Interrogatori che, a dire dell'avvocato, avrebbero chiarito la posizione dei propri assistiti ed evidenziato la loro completa estraneità al reato di falso relativo alla presunta scomparsa di un timbro di protocollo da un’annotazione trasmessa per errore (secondo quanto sostengono i tre indagati) ai carabinieri forestali invece che alla procura. L'esposto, invece, rappresenta una sorta di contrattacco, e riguarda quanto emerso dagli interrogatori in relazione alle indagini sulla Prefettura svolte dalla squadra mobile di Muriana.
Il fulcro ruota attorno alle mancate acquisizioni di documenti da parte della polizia che, il 23 gennaio 2017, e quindi pochi giorni dopo la tragedia del 18, aveva ricevuto una specifica delega a indagare sulla Prefettura.
L'avvocato Passamonti vuole in sostanza capire e soprattutto conoscere dalla procura perché la polizia (e quindi l'invito è ad ascoltare tutti quelli che indagarono e non solo Muriana), nonostante le indagini effettuate sul versante dell'emergenza e quindi in Prefettura, e nonostante le dichiarazioni testimoniali rilasciate dai funzionari prefettizi ascoltati, che parlarono di brogliacci e appunti esistenti nella sala di coordinamento della prefettura quel 18 gennaio, rimise una informativa alla procura senza evidenziare una sola ipotesi di reato contro l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo e gli altri. E soprattutto chiarire perché si accontentò di quattro relazioni stilate dagli attuali indagati per depistaggio, senza pretendere quelle fondamentali carte che, in seguito, vennero acquisite dai carabinieri forestali che scoprirono il depistaggio oggi all'attenzione del giudice per l’udienza preliminare Gianluca Sarandrea. Muriana, il 27 gennaio, chiese espressamente alla Prefettura, con una nota ufficiale, quei documenti senza mai riceverli.
E in più il legale evidenzia nell'esposto anche le intercettazioni tra i due vice prefetti indagati, Angieri e Mazzia, che parlavano della relazione che avrebbero fatto alla polizia, con la collaborazione dello stesso Muriana. Ma la vicenda non si chiuderà qui. Sembra sia pronta anche una denuncia per calunnia per quelle accuse, ritenute infondate, ai carabinieri forestali finiti sotto inchiesta.

