Riparte il mercato del mattone Più mutui e prezzi in ribasso

11 Novembre 2015

Nei primi sei mesi dell’anno l’Abruzzo registra un aumento di compravendite di case Uno stimolo arriva anche dagli incentivi fiscali e dall’annunciata cancellazione della Tasi

PESCARA. Il mattone riparte? Le condizioni ci sono tutte: il Paese è più o meno in ripresa; il denaro costa sempre meno; i prezzi degli appartamenti sono scesi e per il momento non accennano a riprendersi; infine il governo ha scelto la via della detassazione (ancora sulla carta, ma la cosa si farà perché le promesse sono state troppo ripeture). Serve solo un po’ di inflazione per dare più gas ai consumi.

Qualcosa dunque si muove. Anche in Abruzzo. Come si evince dai dati sulle nuove pratiche di finanziamento (vedi tabella) concessi per l’acquisto della prima casa in Abruzzo tra gennaio e settembre (+33% in Provincia di Chieti il maggior incremento).

Ulteriore conferma arriva dall’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate citato dalla Banca d’Italia nel consueto rapporto sull’economia regionale presentato ieri a Teramo. Nel primo semestre dell’anno le compravendite di immobili residenziali sono tornate a crescere (1,4% sul periodo corrispondente; nel 2014 si era registrata una flessione del 4,2), mentre continuano a scendere i prezzi «anche se in misura meno intensa», dice Bankitalia, «rispetto alla media nazionale: -1,1% e -1,8% rispettivamente rispetto alla fine del 2014». Per andare su cifre assolute ci soccorre Immobiliare.it, il portale di annunci immobiliari, secondo il quale «nel corso del mese di ottobre 2015 gli immobili residenziali in vendita in Abruzzo registrano un prezzo per metro quadro richiesto pari a 1.556, a fronte dei 1.641 richiesti nel mese di ottobre 2014 (con una diminuzione del 5,16% su base annua)». Negli ultimi 24 mesi, sempre secondo Immobiliare.it (che monitora gli annunci pubblicati sul suo sito) il prezzo richiesto degli immobili in Abruzzo ha toccato il valore massimo nel mese di dicembre 2013, con 1.676 per metro quadro. C’è dunque molto da recuperare sul fronte dei prezzi.

Il capitolo tasse risulta decisivo per stimolare il mercato. Sia dal punto di vista delle imprese edili che da quello delle compravendite.

Gli incentivi fiscali stanno per esempio sostenendo il settore edile rispetto agli investimenti finalizzati al recupero abitativo, mentre c’è ancora crisi per quanto riguarda gli investimenti in nuova edilizia residenziale (un ulteriore stimolo potrà forse venire se andrà a regime il meccanismo di vendita e recupero delle 17mila unità immobiliari che le Ater, le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, metteranno sul mercato in base a una recente legge approvata dalla Regione).

C’è infine il capitolo Imu e Tasi. La materia è in continuo movimento e dunque tutto è ancora virtuale. Sappiamo che il premier Matteo Renzi ha promesso l’abolizione delle tasse sulla prima casa, e certamente lo farà, ma ci sono anche possibili novità sulle seconde case che andranno tenute d’occhio nei vari passaggi parlamentari della Legge di Stabilità. Per esempio nei giorni scorsi si è parlato molto di abolizione di tasse anche per le seconde case date in comodato d’uso ai figli. Ieri un’agenzia smentiva questa voce. Infatti fonti del governo avrebbero detto che «l’esecutivo sarebbe orientato ad esprimere parere negativo sulla proposta di esentare dal pagamento di Tasi e Imu le seconde case date in comodato d'uso ai parenti di primo grado». Secondo queste fonti sarebbe «venuta a mancare la ratio» che giustifica lo sconto: non dovendo più pagare le tasse sulla prima casa, è il ragionamento, non c'è più il rischio di dover pagare due volte. In base alla stessa logica rischia anche la proposta del Pd di escludere la Tasi per le abitazioni dei coniugi separati. Il freno a introdurre lo sconto su Imu e Tasi per le case date in comodato ai parenti in linea diretta sta anche, viene spiegato, nella difficoltà di reperire adeguate coperture a una misura «molto sentita» ma altrettanto «costosa». Sul tema casa, in ogni caso, si sono concentrate moltissime delle richieste di modifica che potrebbero essere ricondotte a un emendamento di “sintesi” da parte delle relatrici alla Stabilità, Magda Zanoni e l’abruzzese Federica Chiavaroli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA