Rispuntano Zes e corridoio Adriatico

13 Ottobre 2018

La proposta di Cgil, Cisl e Uil: si perde tempo invece di rilanciare l’Abruzzo

PESCARA. «Una volta tanto che c’è una possibilità concreta per rilanciare l’Abruzzo si perde clamorosamente tempo. Tempo che altri invece usano proficuamente per sottoscrivere accordi e progettare il futuro». Sandro Del Fattore, segretario Cgil Abruzzo, Leo Malandra, segretario Cisl Abruzzo Molise e Michele Lombardo, segretario Uil Abruzzo, tornano a spronare la Regione Abruzzo su due argomenti distinti ma fortemente connessi: l’istituzione della Zes, la zona economica speciale, e il corridoio intermodale Tirreno-Adriatico, progetto approfondito da due esperti come il sociologo Euclide Di Pretoro e l’ingegnere Antonio Nervegna.
Si tratta di temi apparentemente tecnici ma che, di fatto, segnano lo spartiacque tra l’Abruzzo del passato e del presente, diviso tra zone interne impoverite e spopolate e una zona costiera più dinamica, e l’Abruzzo invece che guarda al futuro, che sceglie di rimanere al centro dei flussi commerciali, economici e culturali della storia.
«Se la Zes», dicono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, «sarà un attrattore importante per le imprese e per attirare investimenti produttivi, il corridoio intermodale Tirreno-Adriatico rappresenterà la modalità per dotare l’Abruzzo di infrastrutture d’avanguardia. Quest’ultimo progetto, di cui si discute da tempo anche a livello europeo, è infatti un sistema perfetto di trasporti su mare, ferro e gomma che collegherebbe il porto di Barcellona, il più importante del Mediterraneo, a quello di Civitavecchia tramite una cosiddetta “autostrada del mare”: le merci qui giunte raggiungerebbero poi i porti di Ortona/Vasto tramite un sistema infrastrutturale su gomma e ferro rafforzato e rinnovato che attraverserebbe l’intero l’Abruzzo, in particolare i centri nevralgici come il distretto industriale di Carsoli, l’interporto di Avezzano, la zona industriale della Valle Peligna, l’interporto di Manoppello, la zona industriale della Val Pescara e quella della Val di Sangro. Da Ortona o Vasto, infine, il sistema raggiungerebbe il porto di Ploce, in Croazia, per poter continuare poi nei Balcani. In breve, se tale progetto andasse in porto, si garantirebbe per l’Abruzzo una maggiore facilità all’internazionalizzazione delle imprese».