Roma spinge in piena estate un inceneritore verso l’Abruzzo

20 Agosto 2015

Il piano sugli impianti candida la nostra regione a realizzarne uno da 100mila tonnellate l’anno M5s alza il muro e annuncia una interrogazione e una mozione. Marcozzi: tipica manovra d’agosto

PESCARA. Un inceneritore in Abruzzo? È la possibilità che emerge dal parere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 luglio scorso. Il documento – redatto dalla segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni – fa una ricognizione degli impianti dei rifiuti attuali e futuri nel nostro Paese e inserisce l’Abruzzo quale prossima destinataria di un inceneritore.

Il M5s ha preso a cuore il documento e ha inserito la questione in una prossima interrogazione al governatore Luciano D’Alfonso. Il consigliere Sara Marcozzi chiederà di sapere «cosa e quanto sa il governatore del probabile impianto di incenerimento».«Questo tipo di manovre», denuncia, «si fanno sempre quando le persone sono in vacanza e dunque meno interessate dell’attività politica. Un giorno ti svegli ed ecco che la tua regione “verde” diventa la cornice di un eco-mostro. Invece, i cittadini abruzzesi devono sapere».

Per questo M5s intende presentare anche una risoluzione che impegni la giunta e il consiglio regionale «a contrastare in ogni modo questa ipotesi scellerata».

«Nel documento», spiega sempre la Marzozzi, «quando si fa riferimento agli impianti da realizzare o potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati, si dà atto di un fabbisogno residuo annuo di incenerimento per la nostra regione pari a 98.245 tonnellate e viene sottolineato come “in Abruzzo non sono presenti impianti di incenerimento operativi”. Ancora, viene ribadito che “il piano regionale di gestione dei rifiuti prevede che l'incenerimento di frazioni non altrimenti riciclabili in impianti dedicati è ammissibile al raggiungimento della media del 40% di raccolta differenziata”. Considerato che ad oggi il livello si attesta sulla percentuale del 42,9%», fa i conti il consigliere, «ecco che risulta giustificata la realizzazione del nuovo impianto da 100mila tonnellate all'anno. Tutto ciò in totale controtendenza rispetto alla normativa europea che ci impone, o meglio, imporrebbe agli Stati membri di sostenere l'uso di materiali riciclati».

M5s sottolinea come gli inceneritori sottopongano la popolazione a rischio sanitario oltre che ambientale. E spiega che non eliminano il problema delle discariche, «anzi disincentivano la differenziata, non servono a risolvere le emergenze e non creano occupazione né recupero energetico». L'unica via percorribile, sostenibile, secondo M5s è una politica di gestione che persegua obiettivi progressivi di prevenzione della produzione dei rifiuti: raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo. «Questi», conclude la Marcozzi,«sembrano essere i programmi di Renzi, ci dica D'Alfonso se sono anche i suoi, così ci regoliamo».(cr.re.)