Salgono a otto i sindaci neo leghisti

Il sottosegretario Giorgetti in Abruzzo. E Bellachioma dà l’ultimatum a Pagano
PESCARA. Tutti salgono sul Carroccio dei vincitori anche in Abruzzo. Diventano 8, infatti, i sindaci della Lega di Salvini. A Fabrizio Montepara (Orsogna), Andrea Scordella (eletto a Silvi), Pietro Quaresimale (Campli), Angelo Simone Angelosante (Ovindoli), Domenico Di Cesare (Carapelle Calvisio), e Lorenzo Di Sario (Canosa Sannita), si aggiungono i nuovi ingressi di Manuele Marcovecchio (Cupello) e Sara Cicchinelli (Civita d’Antino). Questa mattina, all’Aquila, il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, con il suo braccio destro, Gianfranco Giuliante, sveleranno i nomi di tutti i neo leghisti d’Abruzzo che, oltre ai due sindaci Marcovecchio e Cicchinelli, sono 13, tra i quali compaiono amministratori della Val Vibrata, della Valle Peligna e del Chietino. Il fenomeno sembra essere dilagante. Ed è questo uno dei motivi per i quali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ieri è venuto in Abruzzo per incontrare il deputato Bellachioma. Lo ha fatto dopo aver presenziato alla cerimonia del Trofeo delle Regioni di pallavolo che si è tenuta alle 20 nel Palacongressi di Montesilvano
«L'Abruzzo è una regione in cui la Lega sta dando il suo contributo», è stato l’incipit della sua dichiarazione ufficiale. «Anche perché in questa regione ci sono dei validissimi parlamentari e amministratori, abbiamo anche il sindaco di Silvi, Scordella (eletto pochi giorni fa) e questa cosa ci fa enormemente piacere, però dobbiamo essere ora in grado di rispondere alla attese di tanti cittadini, che si sono avvicinati a noi all'inizio per curiosità e che poi ci hanno dato fiducia. Ora noi dobbiamo essere in grado di ricambiare questa fiducia».
Ma dietro le quinte dell’ufficialità, Giorgetti, dopo essersi concesso anche a selfie con neo leghisti, come il primo cittadino di Orsogna, Montepara, è rimasto a parlare con i vertici abruzzesi del partito di Salvini per pianificare la strategia delle prossime regionali, i rapporti da tenere con gli altri partiti del centrodestra, prima fra tutti Forza Italia, e quindi le civiche, ma soprattutto per stabilire le regole, una sorta di semaforo, dei nuovi ingressi, selezionando solo “pezzi buoni” della politica abruzzese.
Non rientra però in questa logica il passaggio alla Lega per ora congelato dell’ex parlamentare di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. E’ lui il punto di spaccatura definitivo tra i due partiti. La spiegazione del rinvio la dà Bellachioma che preferisce lanciare prima un ultimatum a Nazario Pagano, segretario azzurro per l’Abruzzo: «Ci deve dire che cosa vuole fare perché se pensa di applicare la politica dei due forni in Abruzzo si sbaglia di grosso e rischia di bruciarsi». (l.c.)

