Salvini: siamo pronti a governare Anche in Abruzzo

Parole d’ordine: taglio delle tasse, riforma della Fornero uscita dall’Euro, no clandestini e rifondazione dell’Europa
MONTESILVANO. Ieri è stata la terza volta di Matteo Salvini in Abruzzo. Non è stato un bagno di folla come l’ultima all’hotel Adriatico. Ma alle 10 del mattino, di domenica, nell’anonima piazza Kennedy di Montesilvano, annegata tra i grandi alberghi, aver radunato 200-300 simpatizzanti (tanti i selfie al termine del comizio, molti «Matteo, Matteo»), non è da sottovalutare. E’ la sua terza volta in Abruzzo («questa stupenda regione») ma promette di tornare. Soprattutto ora che il suo movimento comincia a prendere forma, in vista del voto amministrativo di primavera, e a conquistare amministratori locali.
Ma quanto tornerà, forse all’Aquila «dove c’è gente che non ha ancora la casa dopo il terremoto», dice dal palco imbandierato con i colori di Francia, non sarà per fare come chi «finora ha usato l’Abruzzo come bacino elettorale, con i partiti che arrivavano prima delle elezioni promettendo tanto e scomparendo il giorno dopo il voto». Salvini l’Abruzzo lo vuole governare, prima o poi «facendone un modello di buona amministrazione», così come vuole governare l’Italia, grazie alla «follia» di alcune idee che la politica di tanto in tanto premia («forza, metteteci alla prova»). Come per esempio la proposta dell’aliquota unica al 15%: «Non una lira in più e non una lira in meno, e chi evade lo metto in galera e butto la chiave». Salvini cita la lira e non a caso. Perché l’euro «è stato un errore. Una moneta criminale messa in piedi per distruggere le economie che non si accordano a certi interessi, e noi stiamo già preparando il dopo». Un dopo sul quale hanno discusso, a pochi passi dal palco, gli economisti riuniti al Serena Majestic per il convegno «Ripensare l'unione dell'Europa», organizzato dal fronte no-Euro che conta tra i promotori il docente di economia Alberto Bagnai e l'ex manager leghista Claudio Borghi. «Su questo tema», ha detto Salvini intervenendo al convegno, «sto cercando di mettere in campo le energie migliori e se fossi al governo già da domani mattina chiederei a Bagnai e Borghi di trovare la soluzione migliore». Ma «l'uscita dall'Euro da sola non basta», ha aggiunto, « occorre rifondare l'Europa da cima a fondo». Ieri l’Europa era anche e soprattutto l’emergenza Isis e l’emergenza profughi. « I francesi hanno vissuto un disastro ma con orgoglio», ha detto Salvini, «L'Italia attende non si sa che cosa e spera che Dio ce la mandi buona affidandosi ad Alfano». Sul palco con il leader leghista il coordinatore regionale del movimento Noi con Salvini Abruzzo Simone Angelosante, la consigliera comunale di Montesilvano Manola Musa, la responsabile del movimento donne Anna Rita Guarracino. In piazza tra gli altri il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, che fu capodelegazione di una missione in Corea del Nord alla quale partecipò anche Salvini, e il sindaco di Roseto Enio Pavone che vede nell’alleanza con Noi con Salvini l’unica strada per sbarrare il ritorno in Comune al Pd di Ginoble. Ma si farà l’alleanza con Forza Italia? Salvini se lo augura: «Il patto con Berlusconi non è una riedizione del patto del '94. Se su immigrazione, Europa e riforma della Fornero, Berlusconi e Forza Italia ci stanno va bene, se invece è solo nostalgia del passato non ci interessa».
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