San Vito, paese diviso per il resort da 400 posti

Ambientalisti e gruppi di opposizione osteggiano la realizzazione del Village La procura accusa di abuso sindaco e giunta e ne chiede il rinvio a giudizio
SAN VITO. E’ una struttura ricettiva a 5 stelle da 400 posti letto, piscine, spa, sale convegni, ristoranti, campi sportivi. Un resort su un luogo, Colle Foresta, dove cielo e mare si fondono all’orizzonte, dove puoi far scivolare lo sguardo sui trabocchi o appoggiarlo sul verde che porta fino all’area protetta (Sic) della Grotta delle farfalle. Ma è anche una costruzione che divide, il San Vito Resort Village, tra favorevoli e contrari, finito in un’inchiesta della Procura chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio per abuso per il sindaco Rocco Catenaro, la sua giunta, Lorenzo Staniscia, Antonio Iarlori, Daniela Giuliante e Luigi Comini, i consiglieri di maggioranza che nel consiglio dell’aprile 2011 votarono l’adozione della variante al Prg ed i vertici della Pagliaroli.
LA CONTESA. Da un lato ci sono due società, la Pagliaroli Group e la San Vito Resort Village di Montesilvano, che vogliono realizzare il resort, hanno investito nel progetto che porterebbe 250 posti di lavoro, farebbe sviluppare l’indotto e riempirebbe le casse comunali con circa 3 milioni di euro tra tasse e concessioni. Dall’altro ci sono le associazioni ambientaliste, i gruppi di opposizione in Comune, che non vogliono che una struttura del genere macchi un posto incontaminato. Di mezzo c’è il Comune, l’amministrazione Catenaro. Che nel resort vede un’opportunità di sviluppo turistico, “una manna” per l’occupazione e le casse comunali.
L’amministrazione ora si trova a dover lottare contro opposizione e ambientalisti. E contro la stessa Pagliaroli che l’ha trascinata in tribunale e le ha inviato una diffida da 7 milioni 771mila euro come richiesta danni se non approva la variante al prg per Colle Foresta. Ed è questo il nodo della questione: l’iter della variante al Prg necessaria per realizzare il resort.
LA STORIA. Nel 2007 il terreno di Colle Foresta acquistato dalla Pagliaroli è agricolo. Deve diventare turistico-ricettivo per realizzare il resort. Con lunghi passaggi nell’aprile 2011 il consiglio comunale adotta la variante al Prg, ma non l’approva.Ad ottobre 2013 l’iter si blocca per l’inchiesta della Procura di Lanciano. Il sindaco, Pagliaroli, assessori e consiglieri di maggioranza sono accusati di abuso di ufficio perché l’iter adottato era illegittimo. Pagliaroli però ricorre al Riesame e poi in Cassazione, che gli riconoscono piena legittimità del procedimento di variante. Tutto regolare. Ma il Comune non si è mosso. Lo ha fatto Pagliaroli diffidando il Comune.
L’IMPRENDITORE. «Ho investito soldi, progetti, autorizzazioni, la struttura sarà soft», ha spiegato nei giorni scorsi Gianni Pagliaroli, «ci sono impianti fotovoltaici, per il recupero delle acque piovane, depuratori e i materiali sono ecocompatibili. Poi sono previste aree verdi. Un cordolo di verde è sul versante dell’area Sic, e sarà piantumato con la flora presente nel sito. Un progetto che va avanti da anni, e che deve chiudersi».
Per spingere il Comune a portare a compimento il procedimento amministrativo, Pagliaroli aveva inviato la richiesta di risarcimento dei danni quantificati in oltre 7 milioni di euro. «Noi siamo dalla parte del progetto e andremo avanti in piena serenità», replica il sindaco. «Anche in merito alla richiesta di rinvio a giudizio siamo tranquilli, convinti della legittimità e trasparenza del nostro operato».
Si oppongono al progetto Wwf e ambientalisti che in passato hanno presentato anche un ricorso al Tar per bloccarne la realizzazione. «Il progetto resort si è infranto nelle mani dell’amministrazione», sostiene Roberto Nardone, del gruppo di opposizione San Vito Bene Comune, «mentre alla Pagliaroli Group interessa soltanto ottenere il cambio di destinazione d'uso per il terreno, premendo su consiglieri e cittadini: così avrebbe un profitto senza posare un mattone e senza offrire alcun servizio o sviluppo al paese».
Teresa Di Rocco
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