Sanità, ma quanto sono distanti le Marche
Noi al decimo posto, loro al quarto. E sulla gestione del Cup regionale i giudici cancellano i dubbi
PESCARA. Il Consiglio di Stato ha chiuso definitivamente l’articolata battaglia legale sulla gestione del Centro unico di prenotazione (Cup) nella Asl regionali (appalto da 57 milioni). I giudici hanno respinto il ricorso della Cns - Consorzio nazionale servizi società cooperativa – contro la Asl di Chieti (ente prescelto dalla Regione quale capofila e quindi responsabile dell’appalto) e la Gpi Trento, Consorzio Sgs Lanciano ed altri, per la riforma della sentenza con la quale il Tar Abruzzo aveva affidato il servizio a quest’ultima. All’inizio la gara era stata vinta dall'a.t.i. Nike srl di Teramo - Gesan srl, provvedimento contro il quale si appellò Cns. La cordata Nike-Gesan fu esclusa, la gara fu indetta di nuovo e vinse Gpi. Cns si rivole ancora al Tar (che le diede torto) e quindi il Consiglio di Stato che ieri ha confermato Gpi alla guida del Cupo e sostanzialmente escluso ogni possibilità di rientro di tutte le altre società.
La battaglia legale si spegne nel giorno in cui è stata diffusa la classifica delle regioni sull’assistenza sanitaria. Una sorta di pagella sui servizi (i Lea, livelli essenziali di assistenza) raggiunti nel 2013 quindi sotto la gestione commissariale dell’ex governatore Gianni Chiodi. I dati saranno ufficializzati ad aprile, ma in base a quanto aveva già annunciato l’assessore regionale Silvio Paolucci sul raggiungimento da parte dell’Abruzzo di 152 punti («per la prima volta dopo tanti anni») si può vedere come la nostra regione si attesti al decimo posto della classifica dei sistemi sanitari. Un trend in crescita in quanto l’Abruzzo proveniva dal 13esimo posto del 2012 e dal 12esimo del 2011. La Toscana con un exploit significativo si è fermata a 214 e in un anno ha scavalcato l'Emilia (204), diventando la prima in classifica.
Guardando la classifica si nota tuttavia il balzo in avanti delle Marche, dal decimo posto del 2012 al quarto del 2013. Posizione che ci interessa da vicino poiché alle cliniche e agli ospedali marchigiani si rivolgono tanti malati abruzzesi al punto da far registrare la più alta percentuale di mobilità passiva. Un “esodo” dall’Abruzzo verso le Marche che ci è costato 18 milioni di euro solo nel 2013. Il punteggio alto nei servizi, spiega i motivi che spingono gli abruzzesi a rivolgersi là. E’ evidente ad esempio che nella Marche i servizi funzionano meglio. Forse è anche per questo che ieri l’assessore Donato Di Matteo ha fatto sapere di aver chiesto ai suoi colleghi di giunta «di porre rimedio alle modalità di conduzione che sono determinate nelle aziende sanitarie».(cr.re.)

