Sanità, una rete pubblico-privato

Ugl: l’obiettivo deve essere quello di migliorare i servizi ai cittadini
PESCARA . Un convegno per fare il punto sullo stato di “salute” della sanità in Abruzzo. È quello promosso dall’Ugl che si è svolto ieri a Pescara, all’hotel Villa Immacolata, sul tema “La sanità in Abruzzo: un macigno tra pubblico e privato”. Ad aprire i lavori il segretario dell’Ugl Abruzzo, Gianna De Amicis, seguita dal professor Erminio D’Annunzio, già assessore regionale alla sanità; Sergio Guerri, responsabile del dipartimento regionale sanità della Lega; Nicoletta Verì, ex Presidente della V Commissione tutela della salute della Regione Abruzzo; Simone Tempesta, rsu dell’Ugl all’ospedale San Salvatore dell’Aquila; Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Sanità; Pierluigi Franco, segretario nazionale dell’Ugl Medici; l’onorevole Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale della Lega Abruzzo. A chiudere la mattinata di interventi Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. «Una sanità più equa l’avremo soprattutto quando le regioni riusciranno a sganciarsi dall’oppressione della politica. Bisogna ritornare a valutare la scelta dei direttori», ha detto, Capone, «e del responsabili delle varie strutture in termini meritocratici e non di appartenenza politica, e poi bisogna fare tutti quanti un grande sforzo per evitare gli sprechi. La sanità è ancora la voce di bilancio più grande di ogni Regione, che nelle realtà più virtuose assorbe il 70%, l’80-85% in quelle meno virtuose. Dobbiamo riportare la sanità vicino ai cittadini per livelli di universalità, cioè l’offerta di servizi al pubblico ».
«Diciamo che gli abruzzesi», ha esordito invece Gianna De Amicis, «non meritano questa sanità. Da tempo dico che non dobbiamo dare tutto a tutti, dare ma a chi ha più bisogno».
L’Ugl ha proposto diversi spunti di riflessione, con l’obiettivo di migliorare il servizio reso ai cittadini abruzzesi, con la consapevolezza dei vincoli imposti dalle esigenze di bilancio e della necessità di razionalizzare le risorse. «L’input principale», ha concluso De Amicis, «in questa direzione, deve essere la creazione di sinergie tra pubblico e privato».
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