Sanità, il dopo-commissario parte dalla compartecipazione
M5s e Fi denunciano che gli utenti dovranno pagare di più le spese su assistenza e riabilitazione L’assessore Paolucci smentisce e annuncia agevolazioni: l’opposizione confonde i ticket con il Sociale
L’AQUILA. L’uscita dal commissariamento della Sanità sarà una cambiale per i cittadini abruzzesi, parola del Movimento 5 stelle e Forza Italia. Per la maggioranza di governo darà, invece, finalmente la possibilità di introdurre una serie di agevolazioni per gli utenti. Nel botta e risposta tra maggioranza e opposizioni in consiglio regionale sullo spettro compartecipazione socio-sanitaria, quel che resta ancora incomprensibile, al di là delle polemiche, è se gli utenti pagheranno più di prima le prestazioni socio-sanitarie.
Gianluca Ranieri, affiancato dagli altri consiglieri pentastellati, denuncia che la compartecipazione sarà «un nuovo balzello per l’uscita dal commissariamento pagato da tanti disabili non abbienti», per di più «introdotto con una delibera di giunta illegittima». Il 23 settembre è approdato in commissione Sanità una delibera che chiederà, senza alcuna distinzione di reddito Isee, una maggiorata compartecipazione ai pazienti per la riabilitazione, mentre ad agosto è stato firmato un accordo tra le segreterie sindacali regionali e gli assessorati alla Sanità e al Sociale che supera la spaccatura che si era creata su un’altra delibera di giunta (del 3 maggio) con la quale la Regione inseriva la compartecipazione degli utenti alla spesa socio-sanitaria per i cittadini.
In sostanza il testo stabiliva la soglia Isee di reddito troppo bassa, non considerando lo stanziamento di 7,5 milioni del fondo di solidarietà previsto in bilancio e per i sindacati era necessario ampliare l’esenzione in favore dei cittadini e dei Comuni per la compartecipazione ai servizi socio-sanitari (vennero individuate tre tipologie di Isee, tutelando le fasce più deboli).
Per l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci (Pd) le opposizioni del M5s e di Forza Italia capitanata da Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri «parlano alla pancia della gente facendo demagogia su temi delicati come la salute in cui molti aspetti sono tecnici». L’uscita dal commissariamento permetterà una serie di agevolazioni, rimarca Paolucci, che nel merito della compartecipazione specifica che «non c’entra nulla con i ticket, che sono sanitari, ma riguarda il Sociale, come dice una legge statale del 2001 che vieta di usare i fondi del Sociale per coprire spese sanitarie». «Già questo consiglio regionale ha previsto con fondi del bilancio prima 4 milioni (ottobre 2014), poi 12 e infine 7,5 per la copertura al 100% della compartecipazione (che era a carico dei Comuni, ndr)».
La copertura fu possibile su pressione delle stesse opposizioni che portarono la giunta a questo passaggio, attutendo la tensione sociale che si stava generando. «La Regione deve istituire un proprio fondo», rimarcaFebbo, «una sorta di garanzia con cui assicurare copertura ad accessi agevolati sulla base di un indicatore Isee che sia applicato omogeneamente».
Intanto il M5s denuncia “l’ingiustizia” in riferimento «all'introduzione del ticket anche per i disabili gravi e senza sostegno familiare con un Isee di 15mila euro che dovranno pagare per le riabilitazioni da 400 a 520 euro al mese, mentre si sarebbe potuto evitare eliminando carrozzoni inutili, come Cotir e altri».
Marianna Gianforte
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