Sanità, l’Abruzzo non è ancora guarito
Il tavolo ministeriale: criticità sugli screening, rete del 118 e assistenza domiciliare. Migliorano le prestazioni ospedaliere
PESCARA. Scarsa prevenzione (carenza di screening), l’assistenza domiciliare insufficiente e la rete emergenza-urgenze del 118 da aggiornare: è su questi tre punti che si annodano le criticità che continua a rilevare il ministero della Salute nei confronti della sanità abruzzese. È il quadro emerso dalla Verifica adempimenti Lea (livelli essenziali di assistenza) che ha di fatto rimandato l’Abruzzo insieme ad altre sette regioni. Otto infatti sono state promosse . E sono: Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto. Le altre, Abruzzo compreso, vengono private del 3% del fondo sanitario se risultano inadempienti
In Abruzzo il ministero ha rilevato «qualche miglioramento per l'assistenza ospedaliera, ma persistono criticità per quanto riguarda, tra l'altro, l'emergenza-urgenza». Secondo quanto si è appreso in Italia mano mano che si scende al Sud la situazione peggiora. Campania, Lazio e Molise evidenziano ancora criticità per l'appropriatezza dell'assistenza ospedaliera, l'assistenza ai malati terminali, la riabilitazione, l'attività trasfusionale e al percorso nascita.
Il ministero ha incontrato le Regioni per gettare le basi del prossimo “ Patto per la salute”. Per l’Abruzzo c’era l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci. In questa occasione, considerate anche le verifiche sui Lea, Paolucci ha avuto la conferma che la sanità abruzzese continuerà ad essere commissariata nella figura del governatore Luciano D’Alfonso, malgrado per i futuri commissariamenti di altre regioni sia stata rilevata l’incompatibilità tra la figura del Commissario e il Presidente della giunta regionale.
L’assessore ridimensiona il rischio della penalizzaizone del 3%: «Si è parlato solo delle risorse montanti per tutte le regioni, qualora dovessero esserci problemi nel futuro si tornerà a discutere tutti insieme, ma è chiaro che l'accordo raggiunto, dispone un assetto accettabile».
Per Paolucci l’obiettivo da raggiungere è comunque quello di uscire dal commissariamento entro l’anno, se possibile: «Occorre fare un ultimo sforzo da parte nostra, insieme a tutto l’Abruzzo, medici ed operatori: c'è da gestire qualche ultimo sacrificio, magari nello spostamento delle risorse per riallineare circa 150 milioni di euro di fondi distratti». In merito alle criticità sui Lea, l'assessore chiarisce: «Lo sapevamo perché sono i dati che c'erano stati comunicati ad aprile: ora il tema però sarà quello di spostare i risparmi dalla pura contabilità alla qualità dei servizi e tornare ad investire per i servizi della sanità abruzzese».(cr.re.)
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