SANTILLI (L’AQUILA)

«La fusione non ha accumulato ritardi a causa di volontà negative. Il rinnovo dei consigli in scadenza ha fatto solo slittare un atto, tra l'altro, obbligatorio. Inoltre, il decreto del Governo ha...
«La fusione non ha accumulato ritardi a causa di volontà negative. Il rinnovo dei consigli in scadenza ha fatto solo slittare un atto, tra l'altro, obbligatorio. Inoltre, il decreto del Governo ha modificato strutturalmente il sistema, tanto che a gennaio 2016 L'Aquila e Teramo hanno deciso di rinviare la riorganizzazione del nuovo ente a dopo l'approvazione definitiva della Riforma».
Lorenzo Santilli, presidente della Camera di commercio aquilana giustifica così il rallentamento di passo, che lo ha posto al centro di un fuoco incrociato di polemiche. Tante e tali, da indurre alcune associazioni di categoria, tra cui Api e Cna dell'Aquila, a chiedere al presidente «di valutare le dimissioni». Delle quattro, la sua è la posizione più scomoda per mancanza di unità intorno alle scelte finora operate. Santilli, che non aveva fatto mistero di puntare alla guida della Camera di commercio L'Aquila-Teramo, sembra invece fuori dai giochi. «Gli uffici stanno ancora lavorando al percorso di fusione. I dipendenti camerali non corrono alcun rischio. Sul piano dei servizi, la rivisitazione delle funzioni e la riduzione del 50% del diritto camerale creeranno tagli importanti delle attività come promozione del territorio e internazionalizzazione. Nel contempo, amplieranno digitalizzazione e formazione. Cosa diversa sarà per le aziende del sistema, sulle quali le Camere non hanno alcun potere decisionale, se non quello di stanziare somme che consentano di prendere tempo, in attesa che il Governo e i sindacati nazionali trovino una formula per la salvaguardia dei livelli occupazionali».
Santilli, infine, boccia la Camera unica regionale: «Personalmente, non sono d'accordo. Anche se essere favorevoli o meno, in termini di opinioni, conta poco. Le quattro Camere abruzzesi hanno sottoscritto un piano di riorganizzazione che prevede la nascita di due enti L'Aquila- Teramo e Chieti- Pescara. Entrambi superano il tetto delle 75mila imprese previste dalla Riforma». (mo.pe.)

