“Sblocca Abruzzo” Via libera dopo 5 anni alla Fassa Bortolo

La Regione interviene dopo le richieste degli imprenditori Chiuso l’iter amministrativo, l’azienda investe su Popoli
PESCARA. Lì dove la pratica - presentata cinque anni fa -si era bloccata, la Regione è riuscita a intervenire e a chiuderla 48 ore dopo la segnalazione e le proteste dell’imprenditore. Quello della Fassa Bortolo di Popoli diventa il primo caso risolto della direttiva ribattezzata “Sblocca Abruzzo” contro la lentocrazia ed i provvedimenti rimasti in sospeso. Ma affinché fosse ripristinata la “normalità” ci sono volute la protesta e la richiesta di chi ha investito ed ha potuto resistere, rischiando di dover chiudere e di non poter dare seguito al piano industriale, fatto di una cinquantina di posti di lavoro e di un centinaio dell’indotto.
Fassa Bortolo, azienda trevigiana che lavora e fornisce materia prima all’edilizia, potrà a questo punto mantenere gli impegni e continuare a investire sullo stabilimento di Popoli. La richiesta di allargamento della cava di Pizzo Carluccio era in prospettiva di una ripresa trainata dai lavori della ricostruzione post-terremoto. L'eventuale approvvigionamento di materia prima con caratteristiche simili proveniente da altre realtà estrattive distanti, avrebbe aumentato i costi di produzione a discapito della competitività sul mercato abruzzese con il rischio di chiusura dello stabilimento.
L’alternativa sarebbe stata di rimanere a produrre a livelli minimi fino al 2017, anno di esaurimento dell’attuale cava.
Un de profundis evitato dopo che il presidente Fassa Bortolo, Paolo Fassa e il direttore dello stabilimento popolese Gabriele Simoncelli hanno fatto presente la situazione di stop in cui giaceva l’iter amministrativo della domanda avviato nel 2009. Inoltre fra tentennamenti, promesse politiche, risposte accennate, nel luglio scorso l’azienda si era vista richiedere dalla Direzione regionale sviluppo economico una serie di documentazione – sull’aspetto di valutazione di impatto ambientale – che era stata fornita e affrontata in tema di Conferenza di servizi qualche anno prima.
Una beffa? L’intervento sollecitato direttamente al governatore Luciano D’Alfonso ha avutoi effetto. La documentazione richiesta non è stata più ritenuta necessaria. Alla Fassa Bortolo è stato comunicato che l’iter si è formalmente concluso. Mancano adesso la conven zione stipulata con il Comune di Popoli e la polizza fideiussoria a garanzia del ripristino ambientale adeguata alla alla soma di 320mila euro in favore della Regione.
Dopo la pubblicazione della direttiva “Sblocca Abruzzo”, la Regione conta di sapere quanti altri casi analoghi a quello della Fassa Bortolo, si sono arenati sulla burocrazia. Un giro esplorativo fra le pratiche ferme negli uffici al quale è stato dato come termine ultimo il 26 settembre.
Nel frattempo in Regione è anche partito il processo di semplificazione amministrativa per facilitare il dialogo tra imprese e Regione. L'obiettivo è arrivare ad una normativa che consenta alle imprese commerciali e manifatturiere di poter svolgere l’attività mediante l'esibizione di una comunicazione sul possesso di requisiti predefiniti.(a.mo.)
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