Scanno, trovata morta l'orsacchiotta Morena

22 Luglio 2016

L'orsa svezzata dal Parco nazionale d'Abruzzo era stata abbandonata dalla madre e trovata a maggio 2015 a Villavallelonga. Dopo lo svezzamento è stata lasciata libera, e in inverno è andata regolarmente in letargo. E' stata avvistata l'ultima volta il 15 luglio, mentre il decesso sarebbe avvenuto tra il 17 e il 20. Attesi i risultati dell'autopsia per conoscere i motivi della morte. La delusione del Pnalm: "Avevamo tutti tifato per lei"

SCANNO. Era il 22 maggio 2015 quando venne trovata a Villavallelonga, da alcuni guardia parco che stavano partecipando ai funerali di Morena Romano, una bella ragazza di 26 anni stroncata da una grave malattia. Per questo l'orsacchiotta di pochi mesi di vita venne battezzata Morena, e affidata alle cure del Parco Nazionale d'Abruzzo, nella sede di Pescasseroli. Dopo poco più di due anni, l'orsetta ieri è stata ritrovata morta a Scanno, in una radura d'alta montagna: era stata rilasciata in natura lo scorso dicembre, ed era andata regolarmente in letargo, ma non ce l'ha fatta. L'esame esterno della carcassa da parte del veterinario del Parco non ha consentito di stabilire le cause della sua morte a causa della decomposizione, accelerata dalle temperature elevate di questi giorni. I guardia parco hanno provveduto al sequestro della carcassa e ai rilievi di polizia giudiziaria.

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Nei prossimi giorni l'orsa sarà inviata all'Istituto zooprofilattico di Grosseto per gli esami necroscopici, così come previsto dalle procedure nel caso di rinvenimento degli orsi morti. Purtroppo, il segnale di mortalità, che avrebbe dovuto inviare il collare satellitare, non ha funzionato nelle modalità programmate e non ha permesso il recupero tempestivo della carcassa. Dai controlli telemetrici, effettuati domenica pomeriggio (17 luglio) dai guardia parco, non erano emerse anomalie. L'ultimo avvistamento da parte del personale del Parco è avvenuto il 15 luglio nel corso di appositi sopralluoghi finalizzati alla ricerca degli escrementi e a valutare le condizioni fisiche di Morena, che risultava un po' deperita, ma in buona salute.E' probabile quindi che il decesso dell'orsa sia avvenuto tra il 17 e il 20 luglio. A partire da oggi, verranno effettuate ulteriori perlustrazioni della zone frequentate da Morena alla ricerca di indizi che possano essere utili a individuare le cause del decesso. «La possibilità che non ce la potesse fare è sempre stata una costante di questo complesso progetto, testato per la prima volta dal Parco - spiegano dalla direzione del Parco -. Ma le diverse fasi, andate sempre bene, e le reazioni più che positive di Morena, anche in questo periodo in cui ha vissuto libera in natura, ci avevano lasciato ben sperare nel lieto fine. Pur avendo sempre messo in conto questa possibilità, oggi non possiamo fare a meno di provare un profondo senso di delusione, che sicuramente proveranno anche tutti coloro che hanno fatto il tifo per lei, per oltre un anno. Come abbiamo sempre fatto, terremo tutti informati sugli sviluppi del caso». Il suo reinserimento in natura dopo essere stata svezzata era stato seguito anche da esperti oltre oceano, e fino ai giorni scorsi sembrava essere un successo. Secondo Dario Febbo, direttore del Pnalm «il caso Morena va considerato comunque un successo del Pnalm, essendo stato l'unico esperimento di reinserimento in natura fatto su un orso bruno dopo lo svezzamento». Certo, il Pnalm avrebbe anche potuto decidere di lasciare Morena tutta la vita chiusa in una gabbia, ma togliere dalla natura un esemplare femmina di orso, ovvero il futuro della specie, non era una scelta coerente per un Parco. Per questo diventa importantissimo sapere perchè, nell'arco di pochi giorni, l'orsa Morena è morta.