Scatta la corsa alla Bcc Abruzzese banca sana con qualche incaglio

24 Aprile 2015

Caccia alle deleghe per l’assemblea di domenica in cui si scontrano le due liste di Borgia e Falconio Il bilancio è votato alla prudenza. Si prospetta un impegno da 25milioni in sostegno dei balneatori

PESCARA. Mai in Abruzzo c’era stata tanta attenzione attorno alla Bcc, la federazione delle Banche del Credito Cooperativo, che solo da noi conta 94 sportelli. Un’attenzione comprensibile considerata la crisi delle altre banche locali e la necessità di credito. E che si riversa in particolare sulla Bcc di Cappelle sul Tavo (Bcc Abruzzese, che comprende Montesilvano)) che per vocazione e territorio di competenza (la provincia di Pescara) può essere indicata come la banca-guida (anche se non la più grande) della catena composta dai dieci istituti (più Bcc Roma) e intorno alla quale girano grandi interessi.

Nei prossimi giorni si concludono le assemblee con l’approvazione dei rispettivi bilanci e il rinnovo delle cariche Avevano iniziato le Bcc di Basciano e di Pratola (che ha nominato per prima volta una presidente-donna, Maria Assunta Rossi), ieri è stata la volta della Bcc del Vomano. Domani tocca a Castiglione Messer Raimondo, e poi domenica c’è lei, la più attesa della serie, la Bcc Abruzzese alla quale via-via seguirano le altre del Teramano.

L’assemblea di Bcc Abruzzese (3.102 soci) si profila talmente partecipata che per l’occasione è stato affittato l’intero palasport di Montesilvano. Per la prima volta il rinnovo delle cariche è quanto mai incerto. Il presidente uscente Michele Samuele Borgia (docente di Economia alla d’Annunzio) deve vedersela con la lista del suo attuale vice Filippo Falconio (odontoiatra) sostenuta dal presidente del Pescara calcio Daniele Sebastiani e nella quale fanno parte costruttori ed ex politici.

In questi giorni si sta assistendo e una vera e propria “caccia” alle deleghe. Il motivo è semplice: ogni socio può portare tre deleghe (oltre ad esprimere il proprio voto), e quindi gli “spazi” in cui ci si infilare fino all’ultimo momento aumentano a dismisura.

Ma perché la Bcc Abruzzese di Cappelle fa “gola”?

Dal punto di vista economico il risultato reddituale 2014 si è attestato sempre intorno al milione di euro, sebbene si sia verificata una leggera contrazione.

Il margine di interesse e di intermediazione è in aumento. I principali indicatori (Roe 2,64%, Roa 0,22%, margine di interessi su intermedizioni al 54%) sono in linea con il settore. C’è stata una contrazione dei finanziamenti erogati, seppur inferiore al dato medio dell’industria bancaria (1% contro il 2,1%); buono il grado di copertura delle partite anomale (pari al 38%); è in crescita il trend per l’attività di funding, così come c’è stato un incremento della dotazione patrimoniale (nel rispetto dei requisiti prudenziali fissati dalle regole di Basilea 3).

Interessante vedere l’indebitamento bancario. Nel passivo dello stato patrimoniale ci sono 80 milioni di debiti da restituire alla Bce ( rispetto ai 212 milioni di euro di Bcc di Castiglione e ai 229 di Bcc di Pratola) e in rapporto al patrimonio di vigilanza emerge che c’è un idebitamento pari al 2,3%, valore più basso di almeno quattro volte rispetto a quello di altre “consorelle”.

Un bilancio prudenziale che conta comunque 170 milioni di euro di liquidità e che conferma la Bcc prima banca di Montesilvano.

Il punto debole sta nelle sofferenze e negli incagli (crediti concessi e difficili da riottenere): i crediti in sofferenza sono cresciuti, sebbene i rapporti siano inferiori a quanto rilevato mediamente nel settore bancario.

La causa, dicono alla banca, è per il 30% nella crisi dell’edilizia che in questi anni ha colpito in modo particolare proprio Montesilvano. E la lievitazione dei costi (del personale e amministrativi) sarebbe imputabile all’attività di recupero messa su dalla Bcc.

A fronte di questo bilancio ci sono strategie e progetti. Il più importante dei quali interessa l’intera riviera di Montesilvano- Pescara con i suoi circa 200 stabilimenti balneari. Alla Bcc è stato chiesto di appoggiare un piano che prevede la ristrutturazione delle concessioni balneari e della riviera attraverso anche un project financing con l’intervento del pubblico.

Un piano da circa 25 milioni di euro e che Bcc ha cominciato a valutare senza tuttavia fare alcun passo ufficiale.

L’interesse dei balneatori è forte perché solo a fronte di un rilevante investimento possono sperare di ottenere dall’Unione Europea una deroga alla direttiva Bolkenstein con l’affidamento delle concessioni per altri 20 anni.

Nella “campagna elettorale” in corso questo progetto fa da sfondo a tutte a due le liste. Domenica sera si saprà chi avrà vinto. Intanto l’amministrazione uscente si appresta a lasciare due “regalini”: la nuova sede-gioiello nella piazza di Cappelle e gli uffici della prossima filiale di Pescara in via Nicola Fabrizi. Perché vale comunque la regola che chi si è ferma è perduto.

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