Scholz: modello Abruzzo per le imprese

Il presidente della Compagnia delle opere: sono impegnate nell’innovazione e non trascurano il confronto
FRANCAVILLA. L’impresa per decollare deve sempre guardare oltre, molto oltre, il proprio naso. Confrontarsi, per crescere. Bernhard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle Opere, non ha dubbi su questo aspetto. Non solo, per molti versi l’Abruzzo ha da insegnare agli altri. Lo abbiamo intervistato durante l’incontro che si è svolto nei giorni scorsi all’hotel Villa Maria di Francavilla, che ha visto protagonisti gli associati dell’Abruzzo e del Molise.
Presidente Scholz, che idea si è fatto del tessuto imprenditoriale abruzzese?
«Io credo che le imprese abruzzesi siano tra le più impegnate in Italia in termini di innovazione. In Abruzzo abbiamo la più alta densità di imprese manifatturiere, e molti sono fornitori di imprese partner di realtà leader in Europa».
Vuol dire che le nostre aziende sono aperte a realtà più grandi?
«Sì, e questo è importante anche per la Compagnia delle Opere. Il paragone è sempre un fattore di sviluppo, e un’associazione come la nostra cerca di partire dalle esperienze positive. Se un’azienda va bene ci chiediamo perché va bene, quello che ci porta avanti è un paragone sano, il che non vuol dire imitare le aziende, ma comprendere le dinamiche che le fanno lavorare bene. Il potersi confrontare e guardare fuori è una caratteristica che ho sempre apprezzato delle imprese abruzzesi».
In cosa le imprese possono migliorare?
«Io penso che tutte le aziende in Italia abbiano bisogno di lavorare insieme. Non è necessario che ci sia un contratto di rete, ma l’idea di scambio e collaborazione. I poli industriali rappresentano ciò che io credo debba essere sviluppato ulteriormente per rispondere ad eventuali lacune. In questo l’Abruzzo è già avanti. Sì, questa è la strada giusta. I poli non rappresentano la soluzione a tutti i problemi, ma creano un’apertura che è basilare per uno sviluppo economico. Mi dispiace che l’iniziativa non sia ancora adeguatamente riconosciuta a livello nazionale. L’Abruzzo in questo senso ha da insegnare».
La Compagnia della Opere che supporto fornisce agli imprenditori?
«Il nostro supporto è affinché l’impresa diventi soggetto del proprio sviluppo e l’imprenditore soggetto della propria responsabilità. In questi aspetti, però, egli deve essere supportato e noi lo facciamo attraverso servizi di internazionalizzazione, sviluppo, collaborazione tra imprese, formazione. Vogliamo sostenere l’imprenditore».
Lei ha anche un brillante passato da consulente. Qual è la ricetta vincente per far decollare un’impresa?
«E’ importante che tutte le persone che lavorano per l’azienda acquisiscano consapevolezza di opportunità e criticità del mercato. Non si lavora per il capo, ma per il cliente. Ognuno deve essere coinvolto in uno sguardo che va fuori dall’impresa e ognuno deve capire qual è il proprio contributo da dare ad essa. Questo da una parte crea una visione strategica, ma dall’altra stabilisce un forte senso di responsabilità».
Cosa consiglierebbe a un giovane che sceglie di diventare imprenditore?
«Consiglierei di confrontarsi con altri imprenditori per verificare la validità del suo progetto. Non perché sia oro colato, ma un paragone aiuta ad approfondire i propri interessi e le proprie possibilità. Oggi i settori più fertili sono quelli dell’Information Technologies, ma io mi auguro che si riprenda anche l’imprenditorialità nel tessuto manifatturiero perché l’italia rischia di perderlo completamente. E’ difficile fare una start up industriale, ma se sono bravo nelle tecnologie posso entrare in partnership e dare una mano nel 4.0. Questo può creare lavoro».
Come valorizzare maggiormente le donne in questo ambito?
«Conosco donne imprenditrici davvero in gamba. Il vero problema è la conciliazione dei tempi di famiglia e di lavoro, ma se iniziamo a guardare alla qualità e non alla quantità del tempo di lavoro, ecco che magari non è necessario essere sempre presenti in un certo luogo per essere produttivi, questo può essere di vantaggio alle donne».
Qual è la caratteristica imprescindibile che deve possedere un imprenditore?
«Gli imprenditori che lavorano bene per innovazione e coinvolgimento dei collaboratori sono veramente costruttori del bene comune. Vorrei che di questo ci fosse coscienza nell’imprenditore e che venga riconosciuto sia dalla società che dalla politica. Oggi l’imprenditore che lavora bene fa bene per l’impresa e fa bene per l’Italia».
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