Scioperi? E la Sevel blocca gli straordinari

La rottura tra Fiat e sindacati si riflette sulla fabbrica del Ducato, ma a livello locale emergono dubbi
ATESSA. Pugno di ferro della Fiat contro il blocco degli straordinari e della flessibilità annunciato dalle segreterie nazionali dei sindacati del sì di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri in tutti gli stabilimenti del Gruppo e di Cnh Industrial. E le prime conseguenze della presa di posizione di Fiat si riflettono anche nello stabilimento-modello di Sevel (la fabbrica del furgone Ducato) dove l'azienda ha sospeso il recupero lavorativo previsto per domenica e annunciato che non sono più previsti straordinari fino all'inizio di luglio.
La decisione arriva proprio all'indomani della dichiarazione di sciopero delle segreterie nazionali e dopo che la Uilm aveva anticipato la protesta a sabato scorso. Il mancato rinnovo del contratto collettivo specifico di lavoro (ccsl) aveva provocato fibrillazioni. La rottura definitiva della trattativa si è avuta lo scorso 6 giugno. Di lì la dichiarazione di sciopero della Uilm per il recupero del fermo elettorale del 26 e 27 maggio scorsi, prevista per il 14 giugno.
Lo sciopero della Uilm in Sevel, assieme a quello della Fiom, ha raggiunto sabato scorso l'8% delle adesioni. Ma ad indignare maggiormente la Fiat è stata la "dichiarazione di guerra" delle segreterie nazionali di tutti i sindacati che aveva inizialmente firmato il contratto. Ecco perché, per evitare lo sciopero previsto per domenica, la Sevel ha ritirato il recupero programmato e annunciato il blocco temporaneo degli straordinari. «Attendiamo risposte dall'azienda», annuncia Maria Antonietta Vicaro, segretario generale Ugl metalmeccanici che ieri ha partecipato alla riunione dei quadri sindacali della Val di Sangro a Lanciano, «e nel frattempo faremo valutazioni su ulteriori attività di rivendicazione sulla rottura delle trattative».
Sul tavolo c'è il riconoscimento "una tantum" della Fiat per gli stabilimenti Fiat Chrysler Automobiles e di Cnh Industrial. I sindacati premono per 300 euro, la Fiat è per 250. E in Sevel le fibrillazioni sono se possibile ancora più evidenti. Se da un lato le segreterie nazionali dei sindacati del sì premono per lo sciopero, dall'altro le segreterie locali sono consapevoli che il muro contro muro non paghi in una situazione delicata di lancio del nuovo furgone Ducato e di investimenti di 700milioni di euro per l'Abruzzo. E' il caso della Fismic, in cui il segretario provinciale, Roberto Salvatore, si è dichiarato contrario alle direttive nazionali.
(d.d.l.)

