Sconti, esoneri, rimborsi: università abruzzesi a “caccia” di matricole

31 Luglio 2014

Le strategie adottate dagli atenei dell'Aquila, Teramo e Chieti-Pescara puntano su merito e classi di reddito Incentivi alla partecipazione alla vita accademica per arruolare studenti di qualità

PESCARA. C’è chi finanzia un’indagine conoscitiva volta a capire la composizione degli studenti, sia dal punto di vista delle potenzialità formative, sia da quello della componente reddituale. C’è chi invece prevede incentivi sulla partecipazione alla vita accademica dentro e fuori le aule di studio, oppure ancora la capacità di sostenere esami rispettando la tabella di marcia del piano studi. È finito il tempo in cui il fattore geografico e il tipo di insegnamenti erano determinanti nella scelta dell’università. Classifiche e termini di iscrizione costringono le università abruzzesi – così come avviene nel resto d’Italia – a una vera e propria caccia alla matricola, a suon di sconti, esoneri e promozioni. L’obiettivo non è solo quello di riempire le aule e i corridoi delle facoltà, ma anche quello di mettere dentro studenti di qualità.

FASCE DI REDDITO. Il primo parametro di confronto per le tre università abruzzesi è quello relativo alle fasce di reddito Isee. L’Aquila, che torna al sistema di tassazione completo dopo la lunga parentesi di esenzione post-sisma, introduce tre fasce di reddito. Una prima scelta, non esente da polemiche, è quella di estendere la prima fascia a 14mila euro, al contrario di quanto avviene per Chieti-Pescara e Teramo, che prevedono, rispettivamente 5 e 8 scaglioni, fissando il primo scatto rispettivamente a 6,7mila euro e 10mila. Una differenza che incide sui contributi.

 

LE TRE RATE. All’Aquila la quota di iscrizione della prima rata prevede un contributo di poco superiore ai 100 euro. Per quanto concerne le matricole, la prima rata un ateneo come quello di Teramo abbina delle spese fisse relative ai bolli statali (32 euro), alla tassazione regionale per il diritto allo studio (140 euro a cui si aggiungono 10 euro come quota fissa per il Cus), a un contributo variabile da 200 a 270 euro a seconda delle fasce di reddito. Variazioni sensibili si hanno dalla seconda rata, con 50 euro richiesti alla matricola che ha un reddito familiare minimo e 450 a chi lo ha superiore a 40mila euro. Secondo un principio analogo, la terza rata va da 0 a 900 euro. Questo senza contare il contributo ai laboratori per Scienze della Comunicazione, Biotecnologie, Bioscienze e Veterinaria. All'Ateneo d'Annunzio, il contributo standard (esclusi sconti ed esenzioni) è di 839,87 per la prima fascia di reddito, determinato dalla tassa regionale (140 euro), l'imposta di bollo (16) oltre al contributo di competenza dell'università (854 euro circa) ridotto del 20% (683,87). Per quanto concerne la fascia di reddito massima (qui il tetto è di 25mila euro), l'importo complessivo, scandito in tre rate, è di 1.352,78 euro.

UN PREMIO A CHI MERITA. Un riconoscimento particolare al merito degli studenti, sia nella carriera accademica, sia nel background di studi che li ha condotti fino all’università. Queste le priorità messe in campo dalle università di Teramo e Chieti nel formulare un’offerta accademica premiale per gli studenti meritevoli. «È una delle caratteristiche su cui abbiamo lavorato in vista del nuovo anno accademico», valuta il rettore della d’Annunzio,  Carmine Di Ilio. «Abbiamo istituito un gruppo di lavoro a partire da gennaio per rimodulare il sistema contributivo. Sulla base degli studi effettuati abbiamo elaborato cinque fasce di reddito e siamo riusciti a mantenere intatta la quota base di 850 euro annue. Tutto questo, secondo un metodo partecipato elaborato in collaborazione anche con i rappresentanti degli studenti». Il rettore parla di sconti ed esenzioni importanti specie per gli studenti meritevoli che possono arrivare a ottenere un’esenzione fino al 50% delle tasse annuali.

Un parametro analogo viene messo in campo a Teramo, dove è stato introdotto un sistema innovativo di esoneri con rimborsi della prima e della seconda rata (per le fasce reddituali più basse) o della terza (per i redditi più elevati), con riconoscimenti importanti anche per i diplomi migliori. «È importante incentivare la qualità degli insegnamenti», spiega il rettore Luciano D’Amico, «così come quella dei nostri iscritti. Per questo motivo, pur andando a ritoccare i contributi per le fasce reddituali più alte, siamo in grado di andare incontro alle famiglie meno abbienti e di assicurare, al contempo, sconti e borse di studio importanti».

IL CASO L'AQUILA. Dopo sei anni di esenzione indiscriminata dalle tasse nell’ateneo aquilano si torna a pagare. Il nuovo sistema di tassazione, definitivamente approvato ieri dal Consiglio d’amministrazione universitario, entrerà in vigore nell'Anno accademico 2014/2015, ma solo a partire dalla seconda parte, in quanto fino alla fine dell'anno il ministero ancora copre la prima rata, in virtù dell'Accordo di programma sottoscritto con l'Università per sostenerla nella fase del post-sisma. A detta della rettrice, Paola Inverardi – che ha il difficile e impopolare compito di reintrodurre la tassazione e traghettare l'Ateneo della città terremotata verso il ritorno alla normalità – la nuova tassazione «è innovativa e basata su princìpi di equità». E mira a ottenere un’entrata dalla stimabile intorno ai 14 milioni, sinora coperti dallao Stato. Per fugare polemiche e accuse di approssimazioni e imprecisioni nella nuova tassazione, la Inverardi chiarisce che essa «è frutto di un lavoro lungo e complesso»

Si tratta di un sistema «pensato in relazione al reddito, ma anche volto a premiare la capacità di uno studente di maturare crediti nel corso dei suoi studi, almeno 12 in un anno», spiega la rettrice, «andando a premiare non tanto il merito di eccellenza (metodo adottato dalla maggior parte degli atenei italiani), ma la capacità di partecipare alla vita universitaria e stare dentro al sistema». E poi ci sono una serie di deduzioni che tengono conto delle condizioni famigliari, una novità anche questa. «In un contesto di crisi e spending review, ma anche nell’ottica di un ritorno rapido a un'amministrazione normale, non possiamo chiedere al ministero di continuare a finanziarci», spiega la rettrice. Lo stato prolungato dell’esenzione delle tasse ha falsato, o comunque reso poco trasparente e interpretabile, la situazione reale delle fasce sociali e di reddito a cui gli studenti appartengono. Quel che è certo, e lo sa anche la rettrice, è che con la reintroduzione delle tasse, gli iscritti sono destinati a scendere vorticosamente dagli attuali 23.365 (anno accademico 2013/2014) agli stimati (per eccesso) 21.353 del prossimo anno. Un rischio da correre, ma che può essere lo sprone agli amministratori locali a darsi da fare per rendere al più presto appetibile e fruibile la città agli occhi degli studenti che dopo il diploma devono scegliere dove laurearsi.

GLI ATENEI ABRUZZESI NEL RANKING NAZIONALE. Questa è la situazione degli atenei di L'Aquila e Pescara-Chieti all'interno della classifica nazionale dei grandi atenei.

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