Scopre l’orsa nel pollaio e fuggendo perde i sensi

12 Settembre 2014

Disavventura di un allevatore di Pettorano sul Gizio. I residenti protestano: «Abbiamo paura». Il Parco tranquillizza: solo pochi esemplari “sconfinano”

SEGUE DALLA PRIMA. L’uomo, A.C. di 57 anni, se l'è trovato di fronte a meno di un metro di distanza nel so allevamento di Valle Larga, e per scappare è caduto battendo la testa. Se la caverà con 15 giorni di riposo. Erano le 2,30 quando la figlia dell'allevatore ha sentito rumori nel pollaio. «Mi sono vestito e sono uscito per controllare» racconta l'uomo, «nel pollaio non c'era nessuno ma mentre rientravo in casa, da dietro un cespuglio è uscito l'orso che si è alzato in piedi davanti a me. Sono caduto e ho perso i sensi». Fatta razzia di galline, l'orso è fuggito. L'uomo, ripresosi, è stato assistito dai familiari. «Un bestione alto tre metri», prosegue l'uomo, «Ho avuto paura di essere aggredito e indietreggiando ho perso l'equilibrio e sono caduto a terra perdendo i sensi». Nella caduta l'allevatore ha battuto la testa. A soccorrerlo la figlia che ha aspettato che si riprendesse per accompagnarlo in mattinata al pronto soccorso di Sulmona. È dal mese di agosto che l'orso, secondo il parco si tratterebbe dell'orsa Peppina, fa incursioni notturne tra Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo Di Giove e Pescocostanzo, paesi del Parco Nazionale della Maiella e quindi fuori dal Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise che ha la competenza della gestione di questa particolare razza protetta. Da giorni i residenti della frazione di Valle Larga hanno chiesto ai responsabili delle aree protette interventi mirati a tutela della popolazione. L’orso dal mese di agosto sta scorrazzando indisturbato fuori dal suo areale naturale. «Nonostante quello che dicono i responsabili della Riserva del Monte Genzana e dei due Parchi D'Abruzzo e della Maiella temiamo per la nostra incolumità», afferma il portavoce dei residenti di Valle Larga. «A questo punto, anche per tutelare la salute dell'orso, chiediamo che venga catturato e riportato nel suo areale naturale, comunque lontano dalle nostre case». Secondo il direttore del Pnalm, Dario Febbo, si tratterebbe dell'orsa Peppina, una dei sei orsi “confidenti” abituati a macinare chilometri fuori da quello che é il loro areale naturale. «L’orso marsicano rischia l'estinzione e dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per evitare che questa stupenda specie che è l'icona della nostra regione, scompaia per sempre», evidenzia Febbo. «Dire che l’orso sta sconfinando in altri territori non è proprio esatto. Questi movimenti dal territorio del Parco verso La Maiella, il Sirente e i monti Simbruini ci sono sempre stati, almeno negli ultimi 50 anni. Tre direttrici dove, peró, si spostano solo alcuni esemplari». Attualmente sarebbero 5 o 6 i plantigradi su una popolazione complessiva di 50/60 che si avventurano in altri areali diversi da quelli del Pnalm.

Claudio Lattanzio

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