Scuola, a settembre 319 docenti in meno

20 Gennaio 2019

La Cisl: oltre ai prof via anche 133 assistenti. Il sindacato chiede la copertura dei posti per evitare gravi disagi alle classi

PESCARA. Sono 433 le unità di personale (319 docenti e 133 assistenti tecnici amministrativi), di cui la scuola abruzzese dovrà fare a meno, a partire dal primo settembre di quest’anno. Tante sono, infatti, le domande di pensionamento già presentate. A fare più paura, tuttavia, sono le domande che saranno prodotte entro il 28 febbraio per usufruire della cosiddetta Quota 100, che non sono ancora quantificabili da un punto di vista numerico. Uno scenario indeterminato, ancora tutto da ipotizzare, una situazione che potrebbe divenire disastrosa se non si corre ai ripari con nuove assunzioni, che rischia di mettere in ginocchio l’intero sistema scolastico abruzzese. A darne notizia è il segretario regionale della Cisl Scuola Abruzzo-Molise, Davide Desiati. Il sindacato sollecita «la copertura integrale dei posti disponibili, con assunzioni a tempo indeterminato. Il problema», spiega, «sarà proprio la Quota 100». Le domande, anziché a dicembre, possono essere presentate entro il 28 febbraio. «Poi dovranno essere valutate ed eventualmente accolte, ma tutto questo significherà non avere un quadro certo per programmare le assunzioni necessarie per la riapertura delle scuole».
Scendendo nel dettaglio dei posti vacanti a partire dal prossimo primo settembre, quelli certi, si scopre che 75 si riferiscono a docenti di scuola dell’infanzia (25 a Teramo, 24 a Chieti, 14 a Pescara e 12 all’Aquila), 80 alla scuola primaria (27 Teramo, 25 Chieti, 17 Pescara e 11 L’Aquila), 45 alla scuola media (15 a Chieti e 10 in ognuna delle altre tre province), 108 alla scuola superiore (32 a Pescara, 27 a 28 a Chieti, 27 a Teramo e 21 all’Aquila). Andranno via anche 2 insegnanti di religione (Irc, uno a Teramo, l’altro a Pescara), 4 profili educativi (2 a Chieti, uno a Teramo e uno a Pescara), e altri 5 profili vari. Per quanto riguarda il personale Ata, invece, la quota più consistente di pensionamenti (58) riguarderà i collaboratori scolastici; seguono gli amministrativi (24) i tecnici (21), i direttori di segreteria (7). All’appello mancheranno anche 2 guardarobiere, un infermiere e un cuoco.
Anche a livello nazionale ci sarà poco di che essere allegri, se i 15.190 docenti, i 4.448 Ata e i 131 insegnanti di religione che hanno presentato domanda non saranno sostituiti da nuove immissioni in ruolo, ma soprattutto, a causa della situazione magmatica che avvolge Quota 100. La sensazione, conclude Desiati, è che in molti aderiscano, a causa del peggioramento delle condizioni di lavoro che riguarda tutte le scuole italiane.