Scuola, arrivano mille posti di lavoro

7 Marzo 2019

Legge Fornero ed effetto quota 100, così vanno in pensione nel 2019 insegnanti, bidelli e assistenti nelle quattro province

PESCARA. Sono 986, tra docenti e personale con varie mansioni, i posti che si libereranno a breve nelle scuole abruzzesi. A svuotare le classi, ma stavolta non degli alunni, sono le richieste di pensionamento presentate da chi, avendo maturato i requisiti, ha deciso di ritirarsi dopo una vita di lavoro. Delle 986 domande, 433 sono state inoltrate sulla scorta dei requisiti previsti dalla Legge Fornero (di queste 319 sono state presentate dai professori e 114 dal personale Ata); altre 553 (444 insegnanti e 109 bidelli e assistenti) si riferiscono invece alla Quota100 varata dal governo Lega-Cinquestelle. Praticamente, secondo Davide Desiati, segretario di Cisl Scuola Abruzzo e Molise, da un punto di vista numerico è come se fosse sparito il personale di otto scuole di medie dimensioni. «Tutto sommato», spiega ancora il rappresentante sindacale, «poteva andare peggio, nel senso che a fronte della platea di potenziali aventi diritto al collocamento a riposo con Quota 100, solo l’11% ne ha usufruito».
«Nonostante la gravità del problema», sottolinea, «la scuola abruzzese può tirare un sospiro di sollievo». A far desistere dal chiedere la pensione con qualche anno di anticipo è stato il fattore denaro. «Il danno economico», spiega ancora Desiati, «è stato il principale deterrente. Alla verifica della decurtazione effettiva sull’assegno, è stato grande lo sconforto di chi aveva tanto sperato, dopo 38 anni di lavoro, di poter andare finalmente in pensione. Ci sono persino persone che sono andate via piangendo, dopo aver scoperto che per poter andare in pensione dovevano accontentarsi di assegni ridotti anche di 200 euro al mese».
Ora, secondo Desiati, «è necessario creare le condizioni per sostituire il personale». Per questo Cisl Scuola Abruzzo Molise «chiede un programma di assunzioni su tutti i posti vacanti dal 1° settembre 2019, e l’immediata pubblicazione dei concorsi ordinari, per tutti gli ordini e gradi di scuola, per far fronte alle assunzioni». Sebbene il pericolo “desertificazione” al momento si possa considerare scampato, «nei prossimi 4 anni andranno in pensione almeno i restanti 4.300 lavoratori che per ora», conclude Desiati, «non hanno prodotto domanda». E con i tempi necessari all’espletamento dei concorsi la scuola potrebbe andare in affanno.
A spiegare il dato a livello provinciale è Andrea Leonzio, coordinatore regionale istruzione e formazione della Lega Abruzzo. In provincia di Chieti le domande presentate sono state 165; a Pescara sono state 151; 120 in provincia dell’Aquila; 117 in provincia di Teramo. Quelle inoltrate in base alla legge Fornero (entro dicembre 2018) sono state 130 a Chieti, 82 all’Aquila, 99 a Pescara e 122 a Teramo.
«Nel prossimo anno scolastico», dice Leonzio, «si dovrà gestire un numero record di precari. Serve una fase transitoria tra vecchio e nuovo reclutamento. È stato presentato a tal fine dal senatore Mario Pittoni della Lega in Commissione Lavoro al Senato un emendamento per la modifica del cosiddetto decretone, attualmente in fase di conversione in legge al fine di fronteggiare gli effetti della Quota 100 sul sistema scolastico e garantire lo svolgimento dell’attività didattica».
Ieri, nel frattempo, l’Inps ha reso noti i dati complessivi delle domande presentate per usufruire di Quota 100, non solo per quanto riguarda la scuola. In Abruzzo sono le domande sono state 2.596, delle quali 814 in provincia di Chieti, 685 in provincia dell’Aquila, 575 in quella di Pescara e 512 a Teramo.
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