Scuola-lavoro si allarga al sistema pubblico

23 Marzo 2016

Firmato l’accordo con le Camere di commercio, dopo i sei con le aziende private Il direttore Pellecchia: così gli studenti apprendono gli “strumenti del mestiere”

L’AQUILA. Il settimo protocollo d’intesa firmato dall’Ufficio scolastico regionale per l’alternanza scuola-lavoro è quello con l’Unioncamere Abruzzo (Unione regionale delle Camere di commercio). Alle spalle, dal settembre scorso, ci sono le altre sei firme con Confindustria-Abruzzo, Cna-Abruzzo, Agenzia delle entrate, Robert Bosch spa, società Unipersonale, Rotary club L’Aquila.

Si chiama “alternanza scuola-lavoro”, esiste già da anni ma con la riforma della “Buona scuola” (la Legge 107/2015) viene potenziata per fornire ai giovani le competenze necessarie a inserirsi nel mercato del lavoro alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende, per garantire loro esperienza “sul campo” e superare il “gap” formativo tra mondo del lavoro e mondo accademico.

I percorsi di alternanza scuola-lavoro degli Istituti tecnici e professionali prevede almeno 400 ore di attività, che diventano 200 per i Licei.

La firma del protocollo numero sette è stata posta ieri nella sede della Camera di commercio dell’Aquila tra il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia e il presidente di Unioncamere Abruzzo, Lorenzo Santilli. Tutte le esperienze avviate finora in Abruzzo _ regione in cui l’alternanza scuola-lavoro riguarda un “esercito” di 30mila studenti del triennio delle scuole superiori _ stanno portando buoni risultati.

«Gli studenti fanno esperienze positive nelle quali apprendono letteralmente “gli strumenti del mestiere”», commenta il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Pellecchia, «ma c’è da chiarire che non cominciamo da zero: semplicemente a partire da questo anno scolastico l’alternanza viene potenziata per rispettare le indicazioni della nuova legge, che ci dà l’occasione anche per aprire programmi anche con la Pubblica amministrazione».

Sinora, infatti, l’alternanza scuola-lavoro ha riguardato aziende e realtà imprenditoriali. Ora si allarga anche quelle pubbliche. «Sta andando molto bene, ad esempio, l’esperienza con l’Agenzia delle entrate», spiega Pellecchia.

Ma che cosa vuol dire alternare la scuola con il lavoro?

«Significa creare occasioni perché le classi escano dall'ambiente scolastico tradizionale e teorico della formazione per conoscere e intraprendere un contatto con il mondo del lavoro. È importante», sottolinea il direttore scolastico, «perché questo scambio tra scuola e mondo del lavoro può servire per aiutare l’attività di orientamento degli studenti. Quando entrano in contatto con le attività produttive (o istituzionali ricomprese nei protocolli firmati) i ragazzi, attraverso l’esperienza sul campo, possono farsi un'idea su quali potranno essere le loro aspirazioni, le materie che li appassionano e su cui possono puntare i futuri studi o direttamente il lavoro». Lo scopo “alto” dell’alternanza è, infatti, quello di aprire il mondo della scuola al mondo esterno, sulla scia del cosiddetto “lifelong learning”, opportunità di crescita e lavoro lungo tutto l’arco della vita.

Marianna Gianforte

©RIPRODUZIONE RISERVATA