Scuole sicure, ecco come cambiano

Edifici totalmente rifatti e in qualche caso condivisi con i comuni limitrofi. E per 16 di essi i lavori possono già partire
L’AQUILA. Prima che venisse approvato il programma di manutenzione e messa in sicurezza delle scuole voluto dal governo Renzi, in Abruzzo già si lavorava a un altro programma, una sorta di “progetto pilota” di riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico regionale. Si tratta dell’imponente piano “Scuole d’Abruzzo – il futuro in sicurezza”, avviato con decreto commissariale nel 2011 e affidato nel maggio 2013 all’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni (Usrc) del cratere sismico di Fossa. Un piano scaturito dalla tragedia del sisma del 2009 che ha colpito centinaia di edifici scolastici in tutta la regione, costringendo migliaia di studenti a seguire le lezioni nei musp (moduli a uso scolastico provvisorio) o in altre sistemazioni temporanee e destinatario di un finanziamento complessivo di oltre 226 milioni di euro provenienti dal Cipe.
Le scuole danneggiate (per le quali è stato dimostrato, tramite apposite indagini e documentazioni, che esiste un nesso di causalità col sisma) sono di ogni ordine e grado e riguardano tutte le provincie. Ci sono scuole nelle zone montane dell’Aquila, a poca distanza dall’epicentro del terremoto, ma anche scuole lontane da esso: a Francavilla, Ripa Teatina, a Pianella, a Teramo.
SCUOLE DATATE. La stragrande maggioranza delle scuole su cui l’Usrc sta già intervenendo risalgono agli anni ’60-’70. Non ci sono edifici risalenti agli anni ’90 o Duemila. E questo la dice lunga sullo stato in cui versa il patrimonio edilizio scolastico. Ora, in Abruzzo, questi edifici saranno restituiti con il massimo della sicurezza possibile. Non solo: saranno anche più belli, più ampi, più attrezzati. Con qualche novità. Per diverse scuole è previsto l’accorpamento all’interno dello stesso comune o fra comuni limitrofi (in previsione anche di una maggiore efficienza futura, dato lo spopolamento di molte zone montane e la necessità di razionalizzare le risorse e condividere i servizi), oppure lo spostamento di sedi in posizioni più sicure e fruibili.
IL PIANO. Sono tre i programmi stralcio in cui il piano “Scuole d’Abruzzo” è articolato. Quello più consistente è il terzo: la parte del programma su cui effettivamente interviene l’Ufficio speciale di Fossa, diretto da Paolo Esposito, che ha competenza su tutti i comuni d’Abruzzo ad eccezione dell’Aquila (competenza dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del capoluogo). Questo terzo stralcio riguarda 146 interventi corrispondenti a 150 edifici e interessa circa 20mila studenti, per un investimento di oltre 136 milioni di euro.
Dopo la fase iniziale di attività legate alla definizione dei criteri e delle procedure da attuare sugli edifici, nel maggio di quest’anno si è entrati nel vivo del Piano. «Si tratta di un tipo di edilizia particolarmente complessa e delicata, per questo motivo ci sono voluti alcuni mesi di lavoro propedeutico», spiega la responsabile del settore Scuole dell’Usrc, Alessia Placidi.
Sono stati approvati interventi per 17 milioni di euro, immediatamente cantierabili, e per i quali si prevede l’avvio dei lavori entro l’estate: sono 16 edifici in cui gli studenti possono rientrare già per il prossimo anno scolastico. «Per quasi la metà degli edifici è prevista la sostituzione dei vecchi fabbricati con nuovi edifici scolastici», chiarisce l’ingegnere.
PROGETTI APPROVATI. Sono: il nuovo edificio scolastico di Montereale (scuola media ed elementare, dentro il cratere sismico aquilano) per 1,9 milioni di euro; la scuola elementare di Popoli, dove è previsto il miglioramento sismico per 800mila euro; la scuola elementare di Picciano (Pescara), per 1,5 milioni; la scuola di Ripa Teatina (Chieti), per 100mila euro e le medie di Casalincontrada (Chieti). In corso di progettazione c’è, oggi, l’edificio scolastico di Cugnoli (primaria, infanzia e medie), a Pescara, con il progetto per un edificio scolastico di oltre 2 milioni.
Marianna Gianforte
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