«Se resta questa scadenza i fondi vanno ai casi non gravi»

28 Gennaio 2015

PESCARA. Non condividono la scelta dell’assessore regionale alle Politiche sociali di non prorogare i termini per consentire a tutte le persone con disabilità d’Abruzzo di presentare progetti per la...

PESCARA. Non condividono la scelta dell’assessore regionale alle Politiche sociali di non prorogare i termini per consentire a tutte le persone con disabilità d’Abruzzo di presentare progetti per la vita Indipendente. I disabili ribattono che sarebbe stato importante posticipare la scadenza del 31 gennaio, anche in considerazione del fatto che nel 2104, anno di entrata in vigore della legge, le domande, in deroga, scadevano alla fine di marzo. «Molti non sanno per esempio, che le domande presentate l’anno scorso, non hanno più nessuna validità e quindi vanno ripresentate», si lamenta Claudio Ferrante presidente dell’associazione “Carrozzine determinate”, «da una rapida consultazione, abbiamo anche notato che alcuni comuni come Pescara, Montesilvano e Silvi avevano ricevuto soltanto tre richieste a 4 giorni dalla scadenza».

I disabili anche una maggiore campagna d’informazione. «Si sarebbero potuti inviare avvisi pubblici alle strutture riabilitative, fisioterapiche sanitarie e ospedaliere e si sarebbe potuto chiedere agli enti d’ambito sociale di darne massima diffusione. Qui», continua Ferrante, «rischiamo di vanificare quello che è lo spirito della legge. Se ci saranno poche domande, verranno erogati i fondi a chi ha presentato domanda in tempo, non a chi effettivamente ha una gravissima disabilità, solo perché non sapeva che poteva presentare un progetto per autodeterminarsi. Si poteva anche mandare una lettera ai sindaci. Qualche burocrate ci ha risposto che la legge non ammette ignoranza, tutto vero, ma forse qualcuno dimentica che questa legge si rivolge alla disabilità gravissima, disabilità che quando entra in una casa devasta tutto e tutti, con tutto quello che ne consegue».(a.mo.)

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