«Senza poteri al tavolo post-sisma»

I governatori dimissionati da subcommissari. Farabollini: strumentalizzano
PESCARA. Il commissario alla ricostruzione del centro Italia potrà emanare le proprie ordinanze senza la «previa intesa» con i presidenti delle Regioni, ma semplicemente avendoli «sentiti». È quanto prevede un emendamento della maggioranza al decreto Genova, che ha provocato la reazione negativa di tutte le opposizioni, secondo le quali si tratta di una scelta politica dovuta al fatto che i governatori sono di partiti di minoranza.
«La maggioranza di Governo con un colpo di mano ha tolto ai presidenti delle Regioni, subcommissari al terremoto, il potere di condivisione sulle ordinanze commissariali, declassando la loro funzione a potere consultivo», scrivono i presidenti delle Regioni Abruzzo, Giovanni Lolli, Marche, Luca Ceriscioli, Umbria, Catiuscia Marini e Lazio, Nicola Zingaretti, che si sono rifiutati ieri di incontrare il nuovo commissario Piero Farabollini. «Mentre per Genova si nomina commissario il sindaco della città, per il terremoto si esautorano i presidenti e i sindaci dei territori», incalzano i quattro governatori, «perché di fatto questa impostazione riduce a livello di osservatori anche i sindaci dei Comuni del cratere che oggi si esprimono nei comitati della ricostruzione sulle ordinanze in essere». «Questa svolta centralista del Governo è grave e miope», sottolineano, «perché moltissime scelte della ricostruzione impattano direttamente con norme e leggi di carattere regionale. La non condivisione produrrà sicuramente contenziosi e ricorsi e aumenterà la confusione burocratica. La ricostruzione si fa nei territori e non a Palazzo Chigi, per questo valuteremo un ricorso alla Consulta perché leso il principio di leale collaborazione tra istituzioni. Questa impostazione, oltre al rallentamento delle procedure, allontana le sedi decisionali dai cittadini e dai professionisti che nei territori pretendono giustamente di essere coinvolti nella fase di ricostruzione dei loro Comuni».
Secca la replica di Farabollini, che ha parlato di «interpretazione strumentale di un passaggio legislativo per lo snellimento della ricostruzione».

