Sequestrata la fiala dell’anziana di Frisa
I carabineri indagano sul caso Bellisario. Accertamenti anche su un altro decesso in paese
FRISA. Fiala del vaccino antinfluenzale e siringa, certificato di morte e registro Adi. È il materiale che i carabinieri della compagnia di Lanciano hanno sequestrato ieri mattina in casa di Genoveffa Giovina Bellisario, la donna di Frisa che il prossimo 7 gennaio avrebbe compiuto 90 anni ma deceduta il giorno successivo a quello in cui è stata sottoposta alla vaccinazione. Sono in corso accertamenti anche sulla morte di un’altra donna del paese, Lucia Pasquini, 72 anni, avvenuta la scorsa settimana. Mentre un altro decesso di ieri nel Frentano non avrebbe alcun collegamento con la vaccinazione. «Ho contattato l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per segnalare il caso di nonna», racconta della Bellisario il nipote Danilo Iasci, 40 anni, avvocato. «Attendo insieme alla mia famiglia eventuali risposte e poi vedremo il da farsi». Genoveffa Giovina Bellisario, vedova di Alberto Iasci, morto nel 2011, si era fatta fare il vaccino martedì della scorsa settimana, intorno alle 13. L’anziana non stava bene: in passato aveva subito alcuni attacchi ischemici. Il giorno successivo, il mercoledì, è morta. Da una prima diagnosi pare che sia deceduta per una trombosi. Il giorno dopo ancora, il giovedì, sono stati celebrati i funerali. Poi il tam tam di notizie sui decessi improvvisi in Italia di anziani sottoposti al vaccino antinfluenzale, il ritiro dei lotti con il siero, le inchieste avviate da alcune Procure: da qui i primi sospetti della famiglia. Una nuora di Genoveffa ha recuperato dai bidoni della raccolta differenziata dei rifiuti la siringa e la fiala del vaccino e ha notato che si trattava del farmaco inserito tra i lotti ritirati dalla Asl Lanciano-Vasto Chieti. Quindi la segnalazione all’Aifa. «Venerdì scorso sono andato sul sito internet dell’Agenzia italiana del farmaco», riprende Danilo Iasci, il nipote dell’anziana, «dove c’è un formulario da compilare per segnalare eventuali anomalie. Il lotto e il vaccino erano quelli ritirati. Il caso è affidato a un medico della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Poi ho inviato la stessa segnalazione all’Istituto superiore di sanità e alla casa farmaceutica Novartis. Ho chiesto loro di tenere informata la mia famiglia sulla vicenda. Ad oggi (ieri per chi legge, ndr) non ho ricevuto alcuna risposta».
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